venerdì 22 aprile 2016

Mi frulla una frolla per l'MTC n°56 di Dani&Juri: Frollini di Farina di Grano Germogliato fatta in casa




Quella: Io ve lo dico. questa qui ha troppo tempo libero. Dobbiamo trovarle un'occupazione.
La Prof: Ma se corre già tutto il giorno come un topo avvelenato, povera stella!
Quella: Sì, ma fa solo quello che le pare! E poi si perde dietro ad ogni scemenza che legge su internet...

lunedì 11 aprile 2016

Ruth Stout e l'orto senza fatica! parte seconda

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All'epoca del suo trasferimento in campagna insieme al marito, Ruth sapeva poco o nulla di giardinaggio. Chiese consiglio ai suoi vicini che, ovviamente, la orientarono verso le pratiche tradizionali. Per i primi 15 anni, quindi, la Stout coltivò il suo orto e il suo giardino zappando e vangando la terra, distribuendo fertilizzanti, concimi e antiparassitari chimici, strappando erbacce, annaffiando e così via. Per le operazioni più pesanti, come la vangatura di primavera, si avvaleva dell'aiuto di un giardiniere che però era sempre in ritardo, lasciando la povera Ruth a macerare nella frustrazione di non poter cominciare a seminare e piantare i suoi adorati ortaggi.

domenica 10 aprile 2016

Ruth Stout e l'orto senza fatica!



Ruth Imogen Stout, nata a Topeka, Kansas il 14 Giugno 1884. Avrebbe potuto vivere tutti i suoi 96 anni con l'unico segno distintivo di essere la "zia" di Nero Wolfe, il famoso, eccentrico investigatore privato nato dall'immaginazione e dalla penna di suo fratello Rex Stout. Non lo fece. Visse una vita semplice e piena, tranquilla e avventurosa, ortodossa e anticonformista. Libera. 
Io avrei sicuramente potuto vivere tutta la mia vita senza mai venire a conoscenza del suo passaggio su questa Terra, non fosse che abbiamo qualcosa che ci unisce al di là del tempo e delle distanze di ogni altra natura che ci separano. Entrambe abbiamo un profondo interesse nell'ottenere il massimo risultato con il minimo impiego di mezzi. Si chiama "principio di economicità", non pigrizia! Chiariamolo un volta per tutte!

venerdì 18 marzo 2016

"Not my mother's fish soup" per l'MTC 55 di Anna Maria


Perché è la prima cosa alla quale ho pensato. Perché è l'unica e sola. Perché per me "zuppa di pesce" è quasi sinonimo di mamma. Mai mangiata altra. Mai cucinata. Mai nemmeno ordinata al ristorante. Sapevo che nulla avrebbe potuto reggere il confronto ed era inutile andare in cerca di delusioni. 
La zuppa di pesce della mia mamma è la fumante perfezione in un piatto. Non solo per me, ma per chiunque abbia avuto la fortuna di assaggiarla. Mio marito non mangiava pesce quando l'ho conosciuto. Non ne voleva sentire nemmeno l'odore. Il giorno in cui mangiò per la prima volta la zuppa della suocera, dopo, ubriaco di piacere, mi sussurrò all'orecchio: "La zuppa di pesce della tua mamma è meglio del sesso!". Io lo presi comunque come il più bello dei complimenti e questo la dice lunga su quello che quel piatto rappresenta per me.

venerdì 19 febbraio 2016

La Radice Quadrata dell'Ape per l'MTC n° 54 di Ele&Mich




E' andata più o meno così:

Siamo tutti riuniti, in piedi, immobili attorno all'isola della microcucina della bomboniera olandese. Il silenzio è assordante quanto il rumore del motore di un jet in decollo. O forse sono solo i miei acufeni, non so. Comunque nessuno parla. Stiamo osservando, analizzando, studiando, considerando i due piatti pronti per le foto: stessa ricetta, differente presentazione. Uso spesso il miele anche nelle mie ricette salate, soprattutto nei condimenti delle insalate o per caramellare le verdure, sia in padella che al forno. Questa volta, però, c'è di mezzo un MTC tutto sul Miele
e con due giudici d'eccezione. Una di loro, poi, la amo quasi come una figlia. Non la voglio certo deludere. Inoltre a questo giro, colpa anche della Gennaro, abbiamo deciso di impegnarci per trovare un titolo che non sia il solito snocciolamento di ingredienti che più che il nome di una ricetta, ricorda sempre una lista della spesa. Dato che qui nel Condominio ci dividiamo in sei lo stesso neurone catatonico, non è impresa da poco.

domenica 31 gennaio 2016

No dig gardening, l'orto senza fatica...o quasi



No dig gardening: fare giardinaggio senza scavare, dove scavare sta anche per zappare, vangare o erpicare, fare insomma tutte quelle operazioni di lavorazione del terreno che si ritiene siano necessarie per la buona riuscita di un orto o di un giardino. Impossibile? A quanto pare no.

venerdì 29 gennaio 2016

Cippato di ramaglie fresche e l'orto senz'acqua, parte seconda



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Ovviamente per prima cosa dovremo procurarci del cippato di legna verde. Le alternative sono due: o ve lo comprate o ve lo fate da voi. Alcuni fortunati che vivono vicino a parchi cittadini e che conoscono gli operai delle aziende che si occupano della loro manutenzione, forse riuscirebbero anche a farseli consegnare gratuitamente, dato che, come dicevo, per le aziende è un costo doverli smaltire. Bisogna però assicurarsi che siano effettivamente composti di legno verde appena triturato e che contengano un massimo del 20% di legno di resinose, come pini e abeti o anche ficus o faggi, e che non contengano legno di piante dannose, come il noce nero, ad esempio. Lo stesso discorso vale se si acquista il cippato presso i garden center.

martedì 19 gennaio 2016

Minestra di mischiato potente con lenticchie rosse, ceci e zeeuwse mosselen met wit wijn


Nel 2015 devo essere stata proprio brava, perché Babbo Natale mi ha portato dei regali bellissimi, alcuni  anche buonissimi! Tra questi uno in particolare, arrivatomi grazie all'intercessione della mia bloggamica Rosaria: due chili e mezzo di ottima pasta di Gragnano prodotta dal Pastificio dei Campi! Io l'ho trovato un gesto di una generosità commovente, che spero un giorno potrò ricambiare in maniera adeguata, ma ho il sospetto che possa anche essere l'ultimo atto di una personale crociata della Orrù, ormai votata a farmi cambiare idea in materia di pasta al dente.

domenica 17 gennaio 2016

Cippato di ramaglie fresche e l'orto senz'acqua, parte prima



Chiunque si ponga come obiettivo di coltivare qualcosa, sia l'appassionato di giardinaggio come l'agricoltore professionista, arriva prima o poi ad una considerazione cruciale: " Mi serve della buona terra!" Io non faccio eccezione. La necessità di fabbricarmi del buon suolo mi si è parata subito davanti agli occhi la prima volta che ho posto piede sul terreno della casina francese: gran bel pascolo, ma tirarci fuori un orto decente non sarebbe stato un lavoro da nulla. Il problema è che io sono di una pigrizia proverbiale e l'idea di spaccarmi la schiena a dissodare mezzo ettaro di terreno in pendenza, non mi attira nemmeno un po'. Sorpresa sorpresa, non ce n'è bisogno! Alzate pure tutte le sopracciglia che vi pare, ma è proprio così. Appendo vanga e zappa al chiodo e invece di scavare, impilo, accumulo, stratifico....

giovedì 14 gennaio 2016

Zuppa di radici arrostite con germogli di ravanello crema agrodolce di aceto di more fatto in casa e pane di farro alla feccia di sidro fatti in casa pure loro sia il pane che il sidro


Il titolo è lungo abbastanza Gennaro?

Chi mi conosce sa bene quanto io odi andare a fare la spesa. A volte penso che il mio sogno di avere una fattoria autosufficiente, nasca più da questa mia avversione piuttosto che dal desiderio di indipendenza. Più invecchio e peggio diventa. anche perché negozi e supermercati sono sempre più tristi. E' deprimente vedere il cibo impacchettato e allo stesso tempo trovare la varietà nei reparti del "fresco" sempre più ridotta. Qui in Olanda, poi, anche al mercato non è che cambi granché: a parte il fatto che frutta e verdura non sono incellofanate, la scelta è sempre tra quella ventina di ortaggi, tutto l'anno. Se per un qualche miracolo ti capita di trovare un frutto particolare e di stagione, come minimo costa due euro e no, non al chilo, ma al pezzo! 

lunedì 11 gennaio 2016

Passato di pastinaca con flower sprouts caramellati al miele e sale di-vino al vin brulé...e si torna a giocare con l'MTC n° 53



Prima di attaccare con i soliti sproloqui da psicopatica che precedono la descrizione della ricetta, lasciatemi spendere due parole sui motivi che mi hanno fatto cambiare idea e mi hanno riportata tra voi: mi mancavate!
Comunque, quando ho cominciato a valutare la possibilità di un mio rientro in quello che è il gioco più bello del web, inevitabilmente, come da Regolamento di Condominio, ho dovuto sollecitare un'assemblea straordinaria per mettere la questione all'Ordine del Giorno. Non starò qui ad annoiarvi con la trascrizione integrale del Verbale d'Assemblea, ma ritengo che sia interessante sapere come sia andata la votazione finale, così saprete tutti come regolarvi in futuro e con chi vi troverete ad avere a che fare e se siano essi estimatori o detrattori ....o Tragedy.

lunedì 4 gennaio 2016

Si chiamava Hay box o anche Fireless cooker...e sta tornando di moda!

Immagine da "The fireless cook book"

Leggendo "Introduzione alla Permacultura" di Bill Mollison e Reny M. Slay, sono incappata per la prima volta in vita mia in questo termine: hay box. Nel libro non c'è che un breve accenno al suo utilizzo, ma io mi sono immediatamente incuriosita ed ho cominciato a cercare qualche ulteriore informazione sul web. Non sono rimasta delusa: molti siti di preppers e homesteaders ne parlano diffusamente, danno precise indicazione su come costruirla e anche preziosi consigli per il suo corretto utilizzo. In pratica si tratta di cassoni di legno provvisti di isolamento termico che permettono la cottura lenta e a bassa temperatura dei cibi. Le hay boxes, letteralmente "scatole di fieno", sono dunque le antenate delle crock pots e delle più recenti e ormai molto diffuse anche da noi, slow cookers!