Nel 2015 devo essere stata proprio brava, perché Babbo Natale mi ha portato dei regali bellissimi, alcuni anche buonissimi! Tra questi uno in particolare, arrivatomi grazie all'intercessione della mia bloggamica Rosaria: due chili e mezzo di ottima pasta di Gragnano prodotta dal Pastificio dei Campi! Io l'ho trovato un gesto di una generosità commovente, che spero un giorno potrò ricambiare in maniera adeguata, ma ho il sospetto che possa anche essere l'ultimo atto di una personale crociata della Orrù, ormai votata a farmi cambiare idea in materia di pasta al dente.
diario semiserio di una contadina principiante sulla via per l'Autosufficienza...o almeno nei paraggi....
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martedì 19 gennaio 2016
Minestra di mischiato potente con lenticchie rosse, ceci e zeeuwse mosselen met wit wijn
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venerdì 24 febbraio 2012
Cozze con riso e patate
Non c'e' dubbio: sto decisamente invecchiando. Viaggiare non mi piace piu' come prima. Non da sola. Soprattutto non in aereo. Non perche' abbia paura, tutt'altro: volare mi piace eccome! Ho piu' paura a viaggiare in macchina, a dire la verita'. E' tutta la faccenda dei trasferimenti, delle attese, delle file per questo e quello. Sara' che viaggio low cost. Per necessita', ma anche per scelta: tra beni o servizi equivalenti, anche se non nella forma, nella sostanza, scelgo sempre il piu' economico. E in sostanza, un aereo mi deve solo portare da qui a la'.
Oppure sara' che passo molto tempo da sola e mi piace, ci tengo alla mia solitudine. Forse sto sviluppando una fobia sociale...no, non sono a quel punto: niente sudori freddi, tremori o crisi di panico. Per ora. Certo e' che trovarmi in mezzo alla gente, innalza notevolmente il mio livello di ansia. Pero', diciamoci la verita', chi riesce a rimanere calmo e rilassato davanti a certe manifestazioni di maleducazione e ignoranza? Io no di certo. Per fortuna, o putroppo, non sono il tipo che attacca briga in pubblico con perfetti sconosciuti solo per la soddisfazione di dire loro quello che andrebbe detto: ho imparato molto tempo fa che a lavare la testa agli asini, si spreca tempo e sapone. Pero' e' risaputo che covare sentimenti negativi faccia male alla salute. Quindi: come evito che la collera repressa si somatizzi in ulcera e travasi di bile? Ovvio: con l'ironia! Cosi', invece di sprecare preziose energie ad arrabbiarmi senza risolvere nulla, trasformo ogni maleducato che incontro in una caricatura degna del repertorio di un bravo comico; ogni viaggio si trasforma in una puntata di Zelig e io me la rido sotto i baffi...a proprosito: urge ceretta!
Capito ragazzotto con jeans a vita bassissima con tanto di ammiccante mutanda firmata? Se la prossima volta volessi usarci la cortesia di toglierti subito orologio e cintura, (cintura? cosa te la metti a fare, scusa?, visto che poi i pantaloni li lasci calati fin quasi a meta' coscia?) invece di fare avanti e indietro dal metal detector per tre dicansi tre volte! Capito taglia fila professionisti che con notevole ed ammirevole, bisogna ammetterlo, nonchalance avete finto di dover passare oltre per raggiungere la gate successiva e vi siete infilati giusto a un terzo della fila di persone che avevano avuto il cattivo gusto di levare le chiappe dalle poltroncine un quarto d'ora prima di voi? Capito ragazzina ipercinetica che non hai smesso un attimo di prendere a calci lo schienale del sedile di fronte al tuo, che poi era quello sul quale stava la malcapitata sottoscritta, mentre torturavi un povero bicchiere di plastica estorcendogli sonori e schioccanti lamenti? Certo che quando si ha la sfortuna di avere per padre un imbecille...quasi quasi ti perdono, va. Invece sono molto dispiaciuta per quella bimba che, accortasi di aver dimenticato il suo trolley ai piedi del nastro trasportatore, e' tornata indietro di corsa, ma dalla parte sbagliata, andando a sbattere contro al divisorio di plexiglas, fortunatamente senza danni. Non mi e' costato proprio nulla recuperare il suo piccolo trolley rosa e depositarlo sul nastro: tanto dovevo comunque aspettare che il ragazzotto facesse mente locale su quanti e quali accessori con parti metalliche aveva ancora addosso!! Alla corpulenta signorina che si e' sbellicata dalle risa per l'incidente capitato alla bimba, auguro di fare presto la stessa fine, ma magari con qualche conseguenza. Per lei, ovviamente, non per il plexiglas!
Per fortuna, poi, ci si siede a tavola e si fa pace con il mondo intero. Soprattutto quando a cucinare e' la mia mamma. Soprattutto quando decide di rifare, dopo tantissimi anni, un piatto che e' uno dei miei preferiti. E' una ricetta tipica pugliese e, come tutte le ricette della tradizione, ne esistono tante versioni quante sono le famiglie che la preparano. Normalmente viene cotta al forno, ma nonna Sole la cuoce sul fornello, a fuoco dolce. Non servono le dosi, ognuno si regola in base alla misura della pentola e, ovviamente, al numero di commensali. La mia mamma calcola una ventina di cozze a testa. Il resto, va di conseguenza.
Cozze con riso e patate
Ingredienti
Cozze aperte, con una sola valva
riso per risotti
patate
cipolle
prezzemolo
basilico
pomodoro fresco o conserva se non e' stagione
parmigiano grattugiato
sale e pepe
olio extravergine d'oliva
Preparate prima tutti gli ingredienti, in modo di averli sottomano quando dovrete fare gli strati. Sbucciate la cipolla e affettatela finemente. Lavate, sbucciate e tagliate a rondelle sottili, circa 2/3 mm, le patate. Tagliatene alcune a fette un po' piu' spesse: serviranno per il primo strato. Lavate, asciugate e tritate al coltello il prezzemolo. Passate il basilico con un panno appena umido e tritate anche lui piuttosto grossolanamente. Se e' stagione di pomodori, scottateli, pelateli, eliminate i semi e tagliateli a fettine. Altrimenti utilizzate dei pomodori pelati a pezzetti. Versate il riso in una ciotola.
Versate poco olio sul fondo della casseruola. Fate un primo strato con le rondelle di patate piu' spesse. Coprite con le cozze nel loro mezzo guscio. Fate cadere il riso a pioggia, in uno strato sottile che non deve ricoprire le cozze, ma avendo cura di riempire le valve. Distribuite il pomodoro, cospargete di poco parmigiano, poi il prezzemolo e il basilico. Fate ora uno strato sottile di cipolla e coprite tutto con le fette piu' sottili di patate. Fate un giro d'olio, salate e pepate poco e ricominciate con le cozze. Continuate cosi' fino ad esaurimento degli ingredienti e comunque per non piu' di 4/5 strati, finendo con uno strato di patate. Versate dell'acqua lungo il bordo della casseruola fino a che, inclinando leggermente la pentola, non raggiungera' l'ultimo strato di patate. Diciamo che deve arrivare al penultimo strato di cozze...piu' o meno. Coprite e portate ad ebollizione a fuoco medio, poi abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per un'ora circa. Assaggiate le patate e il riso per valutare la cottura. Lasciate riposare una ventina di minuti prima di srvire.
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