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martedì 21 febbraio 2017

Pollo fritto con salsa al buttermilk, collard greens e cornbread muffins



Ed è di nuovo MTC. Dopo aver saltato due sfide di fila, eccomi di nuovo in gara e con una ricetta fantastica, proprio una di quelle ricette del genere:
 "machevadaafarsifriggereancheladietatantoormaipeggiodicosì...."
Sto parlando del Pollo Fritto, proposto dalla nostra Silvia Zanetti, vincitrice della sfida sui Macarons. Silvia non ha un blog, a riprova che avere un blog non serve per partecipare all'MTChallenge. E nemmeno per vincerlo! 

lunedì 25 febbraio 2013

kipsate' con salsa di pistacchi: Colors&Food, what else?





Quando si vive all'estero, la cucina fusion non e' solo un vezzo, ma una necessita'. Se ci si crogiola nella nostalgia dei prodotti di casa, se ci si ostina a non voler usare altro che olio EVO spremuto a freddo nel frantoio in fondo alla strada o farine macinate a pietra nel mulino del paese vicino o Parmigiano Reggiano stagionato 60 mesi nel caseificio del nostro amico Mario, si rischia grosso: dalla depressione per frustrazione alla morte per fame. Io vivo in Olanda da cinque anni e mia mamma ancora si stupisce che ogniqualvolta torno a casa io non mangi altro, a seconda della stagione, che carciofi, finocchi, catalogna, radicchio rosso, fiori di zucca, mozzarella di bufala, crescenza e coniglio. Ormai ho superato qualunque imbarazzo nel passare i controlli di sicurezza in aeroporto ed ostento con disinvoltura  la mia collaudata espressione da "Ci provi lei a stare tre mesi senza pecorino toscano!". 


Allo stesso tempo, qui ho scoperto nuovi sapori, ingredienti e ricette di cucina tradizionale olandese che mi hanno conquistata. XI: adattarsi! E' il comandamento aggiuntivo di chi vive in un Paese che non e' quello in cui e' nato e dove si e' formato il suo gusto. Poi ci sono i due ingredienti base che non dovrebbero mai mancare nella dispensa di un appassionato di cibo e cucina: creativita' e fantasia. Non costano nulla, non fanno peso nel bagaglio a mano e possiamo portarli con noi ovunque andiamo. Sono questi gli ingrdienti che mi hanno permesso di mangiare con gusto e soddisfazione ovunque mi sia trovata a cucinare, dalla Norvegia agli Stati Uniti, dalla Francia all'Olanda. E proprio dal Paese che mi ospita ho voluto prendere spunto per la ricetta che dedico a Cinzia e Valentina ed al loro coloratissimo contest. Oggi quando si parla di fusion cuisine si pensa immediatamente alle raffinate e scenografiche presentazioni che si ispirano alla cucina asiatica e giapponese in particolare. Ma io sono cafona inside, mi piace mangiare con le mani e sbrodolarmi e proprio non mi ci vedo a raccogliere tre chicchi di riso alla volta, che e' il massimo che sia mai riuscita a fare con le bacchette...Cosi' ho cominciato a riflettere sulla questione e sono giunta alla conclusione che la cucina fusion non e' certo una novita' dei nostri tempi, ma, anzi, e' vecchia di secoli. Ed una delle prime a nascere e' stata proprio la cucina Indo-Olandese, come conseguenza dei tre secoli e mezzo di dominio olandese in Indonesia, durante i quali le due culture si sono inevitabilmente influenzate a vicenda. Lascio agli studiosi ed ai soliti bene informati le considerazioni politicoeconomicoantroposociofilosofiche del caso, ma dal punto di vista culinario questa contaminazione reciproca e' ben evidente, tanto che ormai i piatti tradizionali indonesiani sono considerati come cucina tradizionale olandese, cosi' come esistono varianti indonesiane degli stufati di carne e delle zuppe della tradizione olandese pre coloniale. Un esempio per tutti: il rijsttafel, letteralmente tavola di riso, un elaborato banchetto composto da numerose portate, fino a quaranta, a base di riso e servite in piccole ciotole individuali. Nonostante sia di chiare origini indonesiane, ormai e' chiamato con il suo nome olandese anche in Indonesia, cosi' come in tutti i territori ad alta influenza olandese. Altro caposaldo della cucina indonesiana ormai largamente diffuso nei Paesi Bassi e' il sate: spiedini di carne o pesce cotti alla griglia ed accompagnati da una salsa solitamente, ma non solo, a base di arachidi. Il sate e' il piatto nazionale indonesiano, con innumerevoli varianti tipiche delle varie isole che compongono l'arcipelago. Si puo' fare praticamente con ogni carne o pesce, anche con interiora e tofu. Cambiano gli ingredienti e i tempi della marinatura, il metodo di cottura, le salse di accompagnamento. Quello che accomuna tutti i tipi di sate', e' lo spiedino. Quelli tradizionali sono ricavati dalla costa centrale della foglia della palma da cocco, ma oggi sono molto utilizzati anche quelli di bambu'. Una curiosita': il palazzo che fa da residenza al goverantore di West Java, nella citta' di Bandung, e' familiarmente chiamato Gedung Sate, edificio Sate, per la forma del suo pinnacolo che ricorda appunto uno spiedino di sate. Le carni o i pesci vengono tagliati a piccoli pezzi, messi a marinare, scolati, infilzati e cotti. Possono essere presentati ricoperti dalla loro salsa di accompagnamento, in alcuni casi vengono anche fatti cuocere in questa salsa, oppure la salsa puo' essere servita a parte per intingerci lo spiedino. Tra tutte le varianti indonesiane di questo piatto, quella piu' conosciuta e diffusa in Olanda e' quella a base di pollo e salsa di arachidi e solitamente gli spiedini vengono presentati ricoperti di salsa. Praticamente non c'e' buffet, festa privata, pranzo di nozze che non li abbia nel menu'. Lo sa bene il maritino, che si trova spesso a suonare ad eventi del genere e che, detto tra noi, non ne e' un grande estimatore. Gli ho fatto cambiare idea con questa versione casalinga, super fusion, di kipsate con salsa di pistacchi. Nessuno, sia olandese che indonesiano, riconoscerebbe in questa ricetta il classico kipsate e questa e' di per se' una garanzia che di fusion cuisine stiamo parlando. Perche' questo e' il kipsate a modo mio!! Loro ci mettono la ricetta, io il mio ingrediente preferito: la fantasia...



Sate' di pollo
con salsa di pistacchi

Ingredienti per 4 spiedini

350 g di petto di pollo

per la marinatura
3 cucchiai di salsa di soya
3 cucchiai di passata di pomodoro
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tritata
 pepe nero macinato fresco
1/2 cucchiaino di semi di cumino

per la salsa di pistacchi
100 g di pistacchi sgusciati
1 cucchiaio di olio di semi
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 scalogno tritato
2 cucchiaini di erba cipollina tritata
150 ml di acqua
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di salsa di soya
1 cucchiaio di succo di lime

Tagliate il pollo a dadini piccoli, circa 1,5 cm. In una ciotola unite tutti gli ingrdienti della marinatura, mescolate bene per malgamarli e poi aggiungeteci i dadini di pollo. Lasciate marinare per almeno 20 minuti, ma non oltre un'ora, altrimenti il pollo diventera' troppo scuro.
Nel frattempo preprate la salsa: eliminate il piu' possibile le pellicine dei pistacchi e metteteli nel bicchiere del mixer ad immersione, insieme all'olio di sesamo, o di semi se non lo trovate, e all'erba cipollina. Iniziate a frullare, aggiungendo a poco a poco tanta acqua quanta ne occorrera' a formare una pasta piuttosto densa. In un padellino antiaderente, fate appassire lo scalogno con il cucchiaio di olio di semi, dopodiche' aggiungete la pasta di pistacchi, la salsa di soya, lo zucchero e l'acqua eventualmente rimasta. Se utilizzate pistacchi non salati, aggiustate di sale. Lasciate sobbollire a fuoco dolce per un paio di minuti, dopodiche' rimettete la salsa nel bicchiere del mixer, aggiungete il succo di lime e l'erba cipollina e frullate ancora fino ad ottenere un composto liscio e non troppo denso. Tenete la salsa in caldo, mentre preparate gli spiedini. Andrebbero cotti alle braci, ma se non e' stagione o non avete il bbq, potete cuocerli alla piastra o anche passarli sotto il grill del vostro forno. Scolate i pezzi di pollo dalla marinata e tamponateli con carta da cucina per eliminarne l'eccesso: non asciugateli troppo, comunque. Infilateli nello spiedino, senza comprimerli troppo, e fateli cuocere completamente, ma senza prolungare la cottura oltre i 4 o 5 minuti: devono restare teneri e succosi.
Serviteli accompagnati da una ciotola di salsa di pistacchi calda.

Eet smakelijk!




Con questa ricetta partecipo al contest Colors&Food, what else?  del mese di febbraio 2013

del blog Colors&Food


mercoledì 30 novembre 2011

Spiedini di pollo, zucca e verza


Inverno + dieta = zucca!! E allora andiamo giu' di passati e gnocchi - si' cara!! se non ci metti le patate e li fai di sola zucca, si puo'- scusate: ho dovuto rispondere a mia figlia che sostiene che gli gnocchi siano banditi dalle diete. E ' peggio di una governante svizzera: ci comanda a bacchetta, ci controlla 24 ore al giorno e ci fa le paternali se proviamo a sgarrare. Avete presente il sergente Foley di Ufficiale e Gentiluomo? Ecco...Mi sembra di essere tornata a vivere con mia mamma! Comunque devo dire che il lavoro di squadra sta dando i suoi frutti: dopo una settimana di dieta abbiamo perso in media 3 kg a testa e qualcosa come 11 cm suddivisi tra i vari paralleli, si' perche' in questa dieta ci si misura dalla testa ai piedi...mah..., e sono molto contenta di vedere che il mio Equatore non e' piu' quello piu' lungo!! Se continua cosi' tra poco tornero' a vedermi le punte dei piedi.

Come al solito sto divagando, mentre voi vi starete chiedendo cosa siano quelle cose dall'aspetto poco invitante che vedete nella foto. Vi assicuro che "dal vivo" erano molto meglio. Le mie foto sono pessime, proprio non le so fare. Non parliamo poi di ritoccarle: totale, assoluta ignoranza dell'argomento. Comunque, in questi giorni, come potrete immaginare, sono costantemente in cerca di ispirazione per trovare ricettine leggere e gustose. Questa l' ho presa da uno dei tre libricini che l' autoritaria e dispotica figliuola mi ha portato di ritorno da una vacanza all' Isola d'Elba. Si intitola "I piaceri della zucca" di Luciano Luciani, tipico nome toscano, edizioni Maria Pacini Fazzi di Lucca. Nonostante le poche pagine, solo 60 indice compreso, e il minuscolo formato, questo delizioso libricino riesce anche a dividersi in due: la prima parte e' dedicata alla zucca in se', con accenni botanici, storici e letterari; la seconda raccoglie un buon numero di ricette, con gli immancabili classici come le passate e i tortelli, ma anche piatti piu' insoliti, come le crocchette di zucca e grana o i biscotti. Tra le tante proposte, ho scelto questa perche' totalmente priva di grassi aggiunti. Oltretutto la ricetta originale prevede la cottura a vapore, ma noi abbiamo optato per una passatina sotto al grill...devo ricordarmi di comprare degli spiedi di metallo...Ho sostituito anche la salsina con una versione light della salsa che preparo abitualmente per il pollo allo zafferano: al posto della panna ho usato il latte con mezzo cucchiaino di amido di mais. Ora: si sa che quando si cucina la zucca ci si deve predisporre mentalmente all' inevitabile, faticosa e lunga operazione di rimuovere la durissima scorza. Io risolvo tagliando la zucca in grosse fette che poi sistemo in una teglia, copro con dei fogli di alluminio e metto in forno freddo. Porto la temperatura a 180 gradi e faccio andare per una quindicina di minuti. Poi tolgo la zucca dal forno e la lascio intiepididire o anche raffreddare del tutto, sempre coperta. La polpa non cuoce completamente, dandoci modo di finire la cottura come preferiamo, ma la buccia si ammorbidisce molto, facilitandoci il compito di rimuoverla.

Per fare 4 spiedini avrete bisogno di circa 350 gr di petto di pollo, tagliato in pezzi non troppo spessi; circa 200 gr di zucca gia' pulita, anche questa tagliata a fette di circa 1 cm di spessore, e 4 grosse foglie di verza, sbollentate per 5 minuti e private della costola centrale. Salate leggermente i pezzi di pollo prima di comporre gli spiedini. Partite e finite con la verza, ripiegandola per darle piu' o meno le stesse dimensioni dei pezzi di pollo e di zucca. Cospargete con pochissimo sale e una macinatina di pepe.
A questo punto potete scegliere se cuocerli a vapore, per una ventina di minuti, al cartoccio o, come ho fatto io, infornandoli a meta' altezza, col forno caldo a 200 gradi e il grill acceso, per circa 20 minuti, girandoli a meta' cottura. Serviteli poi con una cucchiaiata di salsa.

sabato 17 settembre 2011

Mamma! C'e' una roba rossa nella minestra!

Oggi giornatina svuotafrigo. Sapete...un pezzo di questo, un pezzo di quello, mai abbastanza per farci qualcosa...E allora: tutto nella stessa pentola, o quasi. Guardate cos'e' venuto fuori

Una crema di verdure con passato di barbabietola e pollo. Ottima anche fredda....per fortuna, perche' ora che si finisce di decorare il piatto e' fredda per forza! Scherzo, ovviamente, basta che tutto sia ben caldo prima di impiattare. Pero' e' vero che fredda e' buona.

Non sto a darvi la ricetta della crema di verdure, potete farla come preferite, addensarla con un po' di farina, io ho utilizzato della besciamella avanzata ieri, e poi frullarla col minipimer. La roba rossa, invece, e' un frullato di barbabietola, che ho diluito con del brodo di pollo, anche quello un avanzo...eh...dovevo svuotare il frigo! e poi addensato sul fuoco con un cucchiaino di maizena. Due gocce di panna, qualche pezzetto del pollo del brodo, qualche dadino di barbabietola e una manciatina di crostini di pane integrale.

Chi dice che cenare da soli e' triste e noioso? Buon appetito a me!!