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domenica 26 giugno 2016

Eh no, sulla pizza non si puo'! MTC n 58: sua maesta' LA PIZZA!



Margherita. Punto. Al massimo una Napoli. Se proprio sono in vena di follie, una vegetariana con le verdure grigliate. Grigliate. Ho detto grigliate. Non sott'olio. Per carita' non sott'aceto. Di certo non in salamoia! E per l'amore del cielo non, ripeto, non bollite! Questo nelle mie aspirazioni e nel mondo fatato e illusorio delle buone intenzioni. Nella cruda e dura realta', mi sono ritrovata ad ingurgitare le peggio cose elencate alla voce PIZZA nei menu' dei ristoranti.

venerdì 14 febbraio 2014

torta all'arancia e semi di papavero con glassa agli agrumi




Eccone un'altra. Una di quelle che le leggi e subito ti dici : " Tze', questa non uscira' mai!" E sei anche compiaciuta della tua superiorita', del tuo occhio esperto e clinico che coglie le incogruenze di una ricetta cosi', al volo... piu' o meno con la stessa immediatezza e precisione con cui tuo marito rileva il fuorigioco della squadra avversaria, mentre tu hai difficolta' persino ad  individuare il pallone....Ma questa ricetta e' decisamente sbagliata: troppe uova, troppo latte, troppo burro per cosi' poca farina! Cosa?!?..Tutto quello zucchero? Oh mammina santa, sara' stucchevole!! Qualcosa e' andato storto nella conversione da cups a grammi e millilitri. E quindi che fai? Volti pagina e ne cerchi un'altra che ti ispiri piu' fiducia. Giusto?. Sbagliato! Con il libro in mano ancora aperto sulla pagina della ricetta imputata, cominci a tirare fuori dalla dispensa tutti gli ingredienti. Perche' tu questa torta la devi fare, fosse anche solo per la soddisfazione di dire: " Ovvio che sarebbe uscita una schifezza, con quelle dosi!....l'avevo capito subito io....devo imparare a fidarmi delle mie sensazioni e della mia esperienza"....



Era da un po' che avevo voglia di provare un dolce con i semi di papavero. Li aggiungo spesso al pane, perche' mi piace sentirli scoppiettare sotti ai denti e, soprattutto quelli in superficie che si tostano per bene in forno, hanno un sapore fantastico. Nei dolci non li avevo ancora mai messi.  Inoltre avevo proprio voglia di inaugurare i miei stampi  di legno. Siccome sono rettangolari tipo stampo da plum cake, volevo una torta di quel genere. Un plum cake appunto o una quatre quart o una pound cake. La volevo con i semi di papavero. E l'arancia. Ricordavo di aver addocchiato questa torta sfogliando un bel librone sui dolci della Murdoch books che mia figlia mi ha regalato anni fa e al quale mi sono affidata in svariate occasioni e che non mi aveva mai deluso. Fino a quel giorno. Ma c'e' sempre una prima volta per tutto, giusto? Sbagliato!...oggi non ne azzeccate una, mi dispiace. Cioe', c'e' davvero una prima volta per tutto, ma la prima delusione da questo libro ancora deve arrivare. Quella che si sbagliava ero io! Soprattutto quando si parla di dolci sono una vera schiappa a valutare le ricette solo leggendo la lista e le quantita' degli ingredienti. L'ho fatta questa torta. Per sfida. E ho perso. Per fortuna.


Torta all'arancia e semi di papavero
con glassa agli agrumi


50 g di semi di papavero
185 ml di latte caldo
250 g di zucchero semolato
3 uova
250 g di farina 00
5 g di lievito per dolci
185 g di burro ammorbidito
20 g di scorza d'arancia grattugiata
per la glassa:
250 g di zucchero a velo
20 g di burro fuso
15 ml  di succo di lime filtrato
15 ml di succo di limone filtrato
30 ml di acqua
10 g di scorza di arancia grattugiata

Preriscaldate il forno a 180°C
Verste i semi di papavero nel latte caldo e lasciateli in infusione per almeno 15 minuti. Questa operazione serve a rendere i semi piu' digeribili.
Passato questo tempo, mettete nella ciotola della planetaria lo zucchero semolato, le uova, la farina setacciata con il lievito, i 185 g di burro morbido e i 20 g di buccia d'arancia. Unire anche il composto di latte e semi di papavero e lavorate a velocita' minima fino a che gli ingrdienti saranno amalgamati. Proseguite a velocita' media per tre minuti o fino ad ottenere un composto chiaro, omogeneo e denso. Versare nello stampo precedentemente imburrato ed infornate al penultimo livello del forno. Cuocete la torta per 50 minuti o fino a che uno stuzzicadenti inserito al centro del dolce esce pulito. Sfornare e lasciar nello stampo per 5 minuti. Poi sformate la torta e posatela su una gratella che appoggerete su un foglio di carta da forno.
In una ciotola mettete lo zucchero a velo e i 20 g di burro fuso, in un pentolino unite i succhi di agrumi e l'acqua e fate scaldare fino al primo bollore. Versate anche i liquidi caldi nella ciotola con il burro e lo zucchero, aggiungete i 10 g di buccia di arancia e mescolate nenergicamente per ottenere una glassa morbida che verserete sul dolce ancora caldo.
Lasciare raffreddare completamente prima di servire.
Con queste dosi potete riempire uno stampo da ciambella scanalato da 23 cm o due stampi da plum cake da 20x10 cm





giovedì 19 dicembre 2013

Porca figura, senza cottura: yogurt greco con timo, lime e olio al limone


Jingle bells. Forse la piu' conosciuta tra tutte le canzoni natalizie. Scritta da James Lord Pierpont, fu pubblicata a Boston nell'Agosto del 1857 con il titolo di "The one horse open sleigh" ed e' stata eseguita per la prima volta in una chiesa di Savannah, in Georgia, nella quale Pierpont era organista, in occasione di Thanksgiving quello stesso anno. Pare pero' che Pierpont l'abbia scritta a Medford, Massachusetts nel 1850. Cosi' ora ci sono due citta' che vantano di aver dato i natali alla celebre canzone, con tanto di targhe commemorative. Dopo quella prima esecuzione, la canzone fu richiesta anche a Natale e da li' nacque la sua popolarita'.







 Il 16 Dicembre del 1965 i due astronauti a bordo della Gemini 6, Wally Schirra e Tom Stafford, fecero uno scherzo alla Missione Controllo. Affermarono di aver avvistato un UFO con a bordo uno strano individuo vestito di rosso. Nello stesso istante nella sala controllo si diffusero le note di Jingle Bells, eseguite da un'armonica a bocca con accompagnamento di campanelli da slitta. Ora questi strumenti sono esposti allo Smithsonian National Air and Space Museum, e vengono considerati i primi strumenti musicali suonati nello spazio.....

Che amiate o meno Jingle Bells, il Natale ormai e' davvero alle porte e io vorrei proporvi un'altra ricettina in perfetto stile "NO STRESS". Questa poi non richiede nemmeno cottura, ma la sua preparazione le conferisce comunque un sapore speciale, quello tipico delle cose fatte con cura. L'olio al limone va preparato con un paio di giorni di anticipo e anche lo yogurt va fatto riposare una notte. Io l'ho servito con delle pitas fatte in casa, ma qualunque pane leggermente tostato andra' bene. Ho cominciato preparando l'olio, semplicemente mettendo in infusione la scorza di mezzo limone prelevata con un rigalimoni e una foglia giovane di limone in circa 50 ml di olio extravergine d'oliva.


 Potete, anzi, dovete preparare l'olio con almeno un giorno di anticipo, ma badate a non lasciarlo troppi giorni, perche' l'umidita' contenuta nella scorza e nella foglia di limone, potrebbe guastare l'olio. Il giorno prima di servire la crema, mettete lo yogurt greco, per me 150 g del mio yogurt fatto in casa senza yogurtiera, in una ciotola ed uniteci un pizzico di sale, mescolando bene. Appoggiate un colino sopra un contenitore, rivestitelo con una mussola o uno strofinaccio sottile e a trama non troppo fitta. Versateci lo yogurt salato, coprite e lasciate in luogo fresco per almeno una notte.


La mattina dopo lavorate lo yogurt scolato, che avra' una consistenza simile a quella del formaggio cremoso, con pari peso di yogurt greco, 1/2 spicchio d'aglio tritato finissimo, due cucchiai di olio al limone, qualche fogliolina di timo fresco e pochissima scorza di lime grattugiata. Al momento di servire, versate la crema in una ciotola e distribuite sulla superficie qualche foglia di timo, un po' di scorza di lime prelevata col rigalimoni, qualche goccia di olio aromatizzato ed una spolverata di pepe bianco macinato al momento. Potete servire questa crema di yogurt sia con del pane leggermente tostato che con delle verdure crude tagliate a bastoncino. Se vi sara' avanzato dell'olio al limone, servitelo accanto alla crema, in modo che i vostri ospiti possano aggiungerne qualche goccia ad ogni boccone.





Io ho servito questo yogurt cremoso con delle pitas fatte in casa con gli avanzi dei rinfreschi della pasta madre e a breve postero' la ricetta.



martedì 10 gennaio 2012

un beauty day tutto naturale


Sono buoni e fanno bene, ma non si mangiano. A dire il vero si', si potrebbero anche mangiare. Trattenetevi. Sono tre ricettine facili facili e tutte naturali per regalarvi un momento di relax e fare anche del bene alla vostra pelle. Uno scrub, una maschera e un latte da bagno che potete farvi da sole, utilizzando ingredienti freschi e facilmente reperibili, che magari avete gia' in casa e, cosa non da poco di questi tempi, risparmiando un bel po' di soldini.




Scrub per il corpo

Ingredienti:

3 cucchiai di farina di mais, meglio se bramata
2 cucchiai di miele
il succo filtrato di mezzo limone

Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola e utilizzatelo come un normale scrub, massaggiandolo su tutto il corpo con movimenti circolari, insistendo sulle zone critiche, come talloni, ginocchia e gomiti.
Sostituendo la farina di mais con del semolino, potete farne una versione piu' soft adatta anche per il viso. Se avete la pelle molto delicata, eliminate il limone o sostituitelo con pochissima acqua.

Latte da bagno all'avena

Ingredienti:

100 g di fiocchi di avena
1 l di latte
2 rametti di rosmarino

Versate il latte in una casseruola e uniteci i fiocchi di avena e il rosmarino. Portate a ebollizione, poi abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per 5 minuti, mescolando spesso.
Eliminate il rosmarino e scolate i fiocchi di avena, raccogliendo il latte in una ciotola. Mescolate e premete bene con un cucchiaio di legno, per ottenere piu' liquido possibile. Usate uno scolapasta o un colino a maglie non troppo fitte, perche' il liquido sara' piuttosto denso e gelatinoso.
Versate il latte di avena nella vasca da bagno che avrete riempito di acqua tiepida e restate "a mollo" per una ventina di minuti, aggiungendo eventualmente altra acqua calda. 
Mentre fate scendere l'acqua del bagno, tenete sotto al getto del rubinetto il colino o lo scolapasta con i fiocchi di avena che avete cotto nel latte. In questo modo ricaverete tutto l'amido rilasciato dall'avena.

Maschera alla mela

Ingredienti:

1 mela
1 cucchiaio di miele
100 ml di panna fresca da montare

Lavate accuratamente e sciugate la mela. Senza sbucciarla, dividetela a spicchi, eliminate il torsolo e tagliatela in pezzi piccoli che metterete nel bicchiere del frullatore assieme al miele e alla panna.
Frullate bene per ottenere una purea finissima. Stendetela sul viso perfettamente pulito, magari dopo esservi fatte un leggero scrub al semolino, e tenetela in posizione per una ventina di minuti. E' ottima anche per il corpo, ma e' un po' liquida e tende a colare.