venerdì 29 gennaio 2016

Cippato di ramaglie fresche e l'orto senz'acqua, parte seconda



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Ovviamente per prima cosa dovremo procurarci del cippato di legna verde. Le alternative sono due: o ve lo comprate o ve lo fate da voi. Alcuni fortunati che vivono vicino a parchi cittadini e che conoscono gli operai delle aziende che si occupano della loro manutenzione, forse riuscirebbero anche a farseli consegnare gratuitamente, dato che, come dicevo, per le aziende è un costo doverli smaltire. Bisogna però assicurarsi che siano effettivamente composti di legno verde appena triturato e che contengano un massimo del 20% di legno di resinose, come pini e abeti o anche ficus o faggi, e che non contengano legno di piante dannose, come il noce nero, ad esempio. Lo stesso discorso vale se si acquista il cippato presso i garden center.


Per questo motivo, il maritino ed io abbiamo optato per la seconda opzione, cioè quello di produrcelo da noi. Oltretutto c'è un bel po' di pulizia da fare tra le piante del nostro terreno, soprattutto nella tartufaia, che nessuno ha mai mantenuto a dovere e che ora si è trasformata in un boschetto che non permette al terreno di avere la giusta esposizione ai raggi solari per consentire ai tartufi di proliferare. Così abbiamo deciso di rinunciare a fare e a farci i regali di Natale e di risparmiare i soldi per l'acquisto di un biotrituratore. Penso che dovremo rinunciare anche ad altro per un po' di tempo, ma spero che la spesa che stiamo per affrontare si trasformi in un buon investimento per i futuri raccolti.
Ora che abbiamo il nostro cippato di ramaglie, non resta che spargerlo dove occorre. Qui ci sono differenti teorie: c'è chi consiglia una leggera lavorazione del terreno, anche solo con l'erpice a mano, e un interramento di un paio di cm del cippato, che verrà poi coperto con altri 3 cm di pezzetti di legno; altri sostengono che si possa spargerlo direttamente sul prato, senza ulteriori lavorazioni, avendo magari solo l'accortezza di tagliare l'erba rasoterra; altri ancora consigliano di coprire l'area che si vuole coltivare con fogli di giornali bagnati, come nel lasagna gardening, e di procedere poi con lo spargimento del cippato. In ogni caso, lo spessore deve rimanere tra i 3 e i 10 cm. Per quanto riguarda il periodo, molto dipende dalle esigenze e dalle intenzioni: come semplice pacciamatura per scoraggiare la crescita di erba e piante indesiderate, si può fare tutto l'anno; se si ha intenzione di coltivarci degli ortaggi, invece, la cosa migliore sarebbe spargerlo a fine Autunno o inizio Inverno dandogli tempo di maturare per i trapianti primaverili. C'è però chi ha utilizzato i resti delle potature di fine inverno procedendo dopo poche settimane al trapianto di ortaggi fatti partire in serra e anche chi trapianta subito dopo aver sparso il cippato, in qualunque momento del periodo  vegetativo delle specie coltivate prescelte, quindi anch'io intendo sperimentare un po' di tutto e vedere cosa mi darà maggiori soddisfazioni. Riguardo all'uso del cippato nel frutteto, il consiglio generalmente è quello di spargerlo senza paura intorno al tronco degli alberi adulti e consolidati, ma di lasciare invece un po' di terra libera intorno al tronco dei giovani alberi appena piantati, almeno per un paio di mesi o un'intera stagione. Si può poi procedere a coprire tutto il terreno a fine Autunno, ad esempio, questo anche per proteggere le giovani radici dalle gelate invernali.
Il cippato ideale per questa tecnica di coltivazione è dato dai giovani rami di piante decidue come querce, castagni, aceri e betulle. I rami vanno scelti tra quelli con un diametro inferiore ai 7 cm perché quelli più grossi hanno un rapporto Carbonio/Azoto troppo elevato e richiederebbero aggiunte di Azoto per potersi decomporre. Inoltre i rami più giovani sono quelli con il maggior contenuto in zuccheri e proteine e di conseguenza apportano maggiori nutrienti al terreno. Cosa importante: bisogna cercare di triturare le ramaglie quando hanno poche foglie verdi, o al limite eliminarne la maggior parte prima di procedere alla triturazione. Questo va fatto sia per non alterare il rapporto Carbonio/Azoto del cippato, sia perché nelle foglie verdi sono presenti sostanze chimiche facilmente attaccabili da batteri che entrerebbero in competizione con lo sviluppo dei funghi benefici dei quali, invece, si vuole favorire la proliferazione; al contrario di quello che accade quando le foglie sono secche e quelle stesse sotanze chimiche, legate ai pigmenti marroni, vengono rilasciate in perfetta armonia con l'attività fungina.
Si potrebbe pensare che spargere frammenti di legno sul terreno ne aumenti l'acidità, ma, lo scopro ora, a quanto pare questo è un mito! E' vero che durante la prima fase della decomposizione, cioè quando le fibre di cellulosa iniziano a degradarsi, può esserci un rilascio di sostanze acide, ma studi fatti nel corso di diversi anni hanno dimostrato come in terreni trattati con la tecnica del RCW, in realtà, si sia rilevato un lieve aumento del Ph, cosa benefica per molte colture.
Ad essere sincera, la prima domanda che mi è venuta in mente quando ho cominciato ad interessarmi all'uso del cippato di ramaglie fresche, è stata: " Ma se alla fine tutto 'sto legno si deve decomporre per avere effetti benefici sul terreno, perché non utilizzare direttamente il compost?" La risposta l'ho trovata molto presto: lo RCW o BRF che dir si voglia, è un ammendante pedogenetico, cioè capace di rigenerare o anche creare del vero e proprio suolo. Il compost, in cui la materia base proviene da fonti organiche diverse, ha la funzione di nutrire la vita del suolo e di fornire nutrimento alle piante, mentre lo RCW può ricostruire, migliorare e mantenere la struttura del suolo, la sua fertilità e la sua stabilità anche nel lungo termine. Il processo del compostaggio provoca una perdita di materiale organico, mentre la combustione enzimatica favorisce l'eliminazione dei polifenoli e degli organismi patogeni. Infatti in una pila di compost ben attiva, assistiamo ad un rapido calo del livello del materiale, quando la decomposizione procede nel modo giusto. Con la tecnica del legno frammentato, tutta la materia organica va ad arricchire la struttura del suolo, senza alcuna perdita. Soprattutto se mischiato allo strato superficiale di terreno, il cippato da solo basta a fornire tutti gli elementi essenziali e il suolo non mostra alcuna carenza.
Io direi che sono piuttosto convinta da questa tecnica. Non resta che provare!...e poi parleremo anche dell'orto senz'acqua.

Continua....

Fonti:

Mother Earth News
Aggra.org
"Le bois rameal et les mécanisme de fertilité du sol"
Healthy Vegetable Gardening




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