giovedì 14 maggio 2015

To compost or not to compost



Abituatevi gente! Questo non sarà un blog aggiornato con frequenza regolare. Per essere più precisi, non sarà un blog aggiornato con frequenza. Punto. Non che qui non succeda nulla di cui valga la pena parlare, au contraire! Il fatto è che le cose non succedono da sole e farle accadere prosciuga ogni mia energia. Nei rari momenti in cui non sto sudando, ansimando e urlando per il dolore, il mio cervello è come se fosse immerso in una sorta di melassa fatta di fatica mista ad un inspiegabile senso di appagamento. Ci guardiamo, il maritino ed io, e ridiamo. Ubriachi. Inebetiti. Chiedendoci in continuazione chi ce l'abbia fatto fare....Per quanto mi riguarda, la risposta è nella melodia di trilli e gorgheggi che va avanti ininterrotta dall'alba al tramonto, nelle mille sfumature di verde che ti alleggeriscono l'anima, nell'aria che profuma di fiori di acacia, di gelsomino e sambuco, di glicine e iris e lillà.....Persino il mio compost profuma!




Ok, fine della poesia. Passiamo a cose più concrete, ma non meno belle... almeno ai miei occhi.
Non è poi così scontato che una pila di compost profumi. Trattandosi di materiale organico in decomposizione, è più che lecito supporre che debba puzzare come una discarica o quantomeno come il sacchetto dell'umido che ci siamo dimenticati di buttare nel cassonetto. Nulla di più errato. Un compost ben fatto profuma di erba appena falciata, di terra umida, di bosco. Come si arriva a questo risultato? Gli scienziati, e se ve lo state chiedendo ebbene sì, c'è gente che si guadagna da vivere studiando la roba che marcisce...e nella mia cialtroneria non posso fare a meno di immaginarmi l'espressione delle loro mogli quando si portano il lavoro a casa....gli scienziati, dicevamo, hanno stabilito che il successo di una pila di compost, dipende in gran parte dal rapporto tra Carbonio e Azoto. Tutta la materia organica è composta di questi due elementi, con una sostanziale prevalenza del primo sul secondo. Una pila di compost o, per meglio dire, i microorganismi responsabili della sua trasformazione, hanno bisogno di Carbonio per rifornirsi di energia e di Azoto per sintetizzare le proteine. La via più breve ed efficace affinché un mucchio di rifiuti organici si trasformi in compost super fertile e dal dolce profumo di sottobosco autunnale, è quella di mantenere la proporzione tra Carbonio e Azoto in un rapporto di 25:1, cioè 25 parti di Carbonio per ogni parte di Azoto. Ora potrei snocciolarvi una serie praticamente infinita di numeri, dati, elenchi e tabelle dalle quali dedurre cosa e in che quantità aggiungere al nostro compost per non beccarci una denuncia dai nostri vicini infastiditi dal nauseabondo odore che proviene dall'angolo più remoto del nostro giardino, che casualmente confina con il loro....Potrei, ma non lo farò. Bastano poche semplici regole per evitare problemi e sprechi di tempo e fatica. E' sufficiente tenere a mente che tutto il VERDE, cioè tutto ciò che è ancora fresco e umido quando le mettete a compostare, va nella colonna dell'Azoto, mentre tutto ciò che è già secco, quindi MARRONE, va nella colonna del Carbonio. 

SQUADRA VERDE:
sfalcio d'erba
scarti vegetali dell'orto
scarti vegetali di cucina
potature verdi di alberi e siepi
erbacce ( non a seme!!)
fondi di caffè
resti di tè e tisane

SQUADRA MARRONE:
foglie secche
potature secche
paglia
cartone
carta
cenere
segatura
aghi di pino
gusci di arachidi
legno cippato

Non vanno MAI aggiunti al compost scarti di cucina di origine animale, ad eccezione dei gusci d'uovo ben frantumati. Scarti di agrumi e gusci di noci e nocciole solo in quantità minime: passi la fettina di limone rimasta in fondo alla tazzina del tè, ma se vi fate una spremuta con 12 arance evitate di gettarne le bucce nel vostro compost! Tutto il materiale legnoso andrebbe sminuzzato, per rendere più facile il compito a funghi e batteri. La carta va strappata ed è preferibile che non sia stampata, anche se oggigiorno i giornali non contengono più materie tossiche.  Anche il cartone è meglio sceglierlo il più possibile neutro e poi spezzettarlo. Idealmente si dovrebbe raccogliere tutto il MARRONE in un cumulo accanto al contenitore del compostaggio ed aggiungerlo in quantità sufficiente ogni qualvolta abbiamo materia VERDE da smaltire. Per sapere se stiamo facendo un buon lavoro, affidiamoci ai nostri sensi: un compost ben fatto sarà umido, caldo e profumato o quantomeno non puzzerà di decomposizione. Se è troppo secco vuol dire che c'è troppo Carbonio e, siccome in assenza di umidità funghi e batteri faticano a fare il loro lavoro, la decomposizione sarà lenta. Se ha un cattivo odore vuol dire che c'è prevalenza di Azoto. Correggete aggiungendo ciò di cui il vostro compost ha bisogno. Cartone, segatura e legno cippato sono ottimi fornitori di Carbonio. Assicuratevi che la pila sia sempre umida e, all'occorrenza, bagnatela. Per evitare che l'umidità evapori troppo in fretta, è consigliabile sistemare il nostro compost in un punto a mezz'ombra: è importante che prenda un po' di sole, ma meglio ripararlo dai raggi cocenti del mezzodì. Io lo copro con una strato di paglia, che trattiene l'umidità e il calore, ma non blocca il passaggio dell'aria. Ultimo consiglio: rivoltate la vostra pila due o tre volte all'anno. Un compost ben fatto ci mette dai tre mesi fino oltre i dodici mesi a maturare, a seconda della sua composizione e del clima. Per accelerare il processo di decomposizione e trasformazione si possono aggiungere piccole quantità di letame ben maturo, se ne avete a disposizione, o di fertilizzante organico secco, di quello che si trova comunemente in commercio e ammesso in agricoltura biologica. Saprete di avere un compost pronto a rifornire orto, giardino e vasi di fiori del miglior nutrimento disponibile, quando avrete tra le dita una sostanza molto simile al terriccio che potreste trovare in un bosco o in un sacco di terra da vaso: nera, umida, soffice e profumata e senza più alcuna traccia degli elementi che l'hanno originata. 
E visto che la vita a contatto con la natura rende anche un po' filosofi, provate ad applicare gli stessi principi alla vostra vita interiore. Prendete tutto quello che vi disturba e che vorreste eliminare, mischiatelo per bene e lasciatelo maturare. Chissà che alla fine non vi ritroviate con qualcosa di buono e utile....provare non costa nulla!

Aggiornamento al 10 Aprile 2016: il mio primo compost è bellissimo! Pronto per arricchire l'orto e sperimentare qualche tecnica di no dig gardening!







4 commenti:

  1. favoloso, soprattutto la scena dello scienziato del compostaggio che si porta a casa il lavoro. Però mi sorge un dubbio, noi nella nostra quotidiana immondizia gettiamo i resti di scarti animali nell'umido che poi, in teoria, va al compostaggio... e allora? Sbagliato? E dove andrebbe buttato? Aiuto, la raccolta differenziata mi ucciderààààààààà, anche se renderà più sano il pianeta

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  2. Ecco Lara, come tuo solito hai fatto un'osservazione molto intelligente. La questione degli scarti di origine animale nell'umido ha sempre lasciato anche me alquanto perplessa. Posso solo pensare che nelle grandi quantità compostate industrialmente, la cosa non faccia molta differenza...o almeno è quello che mi auguro. Noi continuiamo a salvare il Pianeta una buccia di mela alla volta!! :)

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  3. è il 6° post che leggo stamattina da questo blog e sento profumi inaspettati.

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    1. Chiara, tesoro!! Che piacere trovarti qui. Un abbraccio e grazie della visita e del commento.

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