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mercoledì 20 marzo 2013

La mia Olanda: biciclette e rijstebrij




Se vi dico Olanda, qual'e' la prima cosa che vi viene in mente? Si'...va bene...dopo i tulipani....Ok, si'...dopo anche le ragazze con le cuffiette inamidate e gli zoccoli dipinti....no, non metteteci anche il formaggio e i pattinatori sul ghiaccio...Ma come i coffee-shop e le signorine in vetrina?!?...Ok, riformulo la domanda. Qual'e' secondo voi il mezzo di trasporto piu' utilizzato dagli Olandesi? La bicicletta!!...direte subito voi....sbagliato: e' la macchina, ma comunque di biciclette ne girano parecchie, vi assicuro.



Il territorio quasi completamente pianeggiante e le migliaia di chilometri di piste ciclabili, certamente favoriscono l'uso della bicicletta. I motorini di bassa cilindrata possono circolare solo sulle piste ciclabili, hanno limiti di velocita' bassissimi e alti costi di assicurazione, percio' i ragazzi che ancora non hanno la patente, preferiscono andare in bicicletta. Anche in citta', le bici hanno le loro corsie preferenziali, con segnaletica e semafori e, a giudicare da quel che vedo, hanno la pecedenza sulle auto!!... o almeno, se la prendono, forti del fatto che un automobilista che causa un incidente con un ciclista, puo' vedersi ritirare la patente fino a sei mesi. Comunque sia, il fatto che la bicicletta sia ancora un mezzo molto diffuso in Olanda, fa si' che quest'oggetto faccia parte fin da subito della vita di un bimbo olandese. E' normale vedere giovani mamme che pedalano disinvolte con i loro piccoli addormentati beati nei marsupi. Appena piu' grandi conosceranno l'eccitazioni di viaggiare sul seggiolino saldamente assicurato al manubrio, e poco dopo, soprattutto se il posto d'onore spettera' di diritto al fratellino piu' piccolo, li vedrete a cavalcioni di quello posteriore, fissato al portapacchi. La mattina, verso le 8, nel traffico di biciclette, tra ragazzi di ogni eta' che stanno andando a scuola o in stazione, si vedono anche piu' di un papa' o di una mamma, nei loro completi o tailleur da ufficio, con un bimbo davanti e uno dietro attrezzati di tutto punto contro vento-sole-pioggia e con i loro zainetti colorati sulle spalle, pronti per la scuola o l'asilo. Ma, ovviamente, i seggiolini non sono gli unici accessori delle biciclette olandesi: cesti, cestini e cestelli, in vimini, legno o plastica, a volte decorati con fiori artificiali o anche freschi; borse-borsine-borsoni-borsette di ogni colore e dimensione da appendere al portapacchi, con coprisella parapioggia coordinato... Non potete nemmeno immaginare, io di sicuro non lo immaginavo prima di venire qui, quanti differenti veicoli a pedali circolino sulle piste ciclabili d'Olanda! I piu' diffusi sono i tricicli con con i carretti in legno o metallo al posto della ruota anteriore. Questi carretti, spesso dotati di una copertura stile carro dei pionieri, possono trasportare di tutto, a seconda delle dimensioni: la spesa, cani, bambini...mobili! Ne hanno alcuni in dotazione anche gli asili: sono enormi e possono accogliere fino a 8 bimbi, comodamente seduti su panche poste una di fronte all'altra lungo le sponde laterali. Ma esiste anche una miriade di optional e ammennicoli vari da attaccare dietro, a rimorchio. Anche qui carretti di ogni tipo, grandezza e materiale, dal legno, al metallo, al tessuto impermeabile, "prolunghe" per bambini con solo la ruota posteriore, i pedali e il manubrio e una lunga forcella che si aggancia alla bici del papa', cosi' il piccolo puo' prendere confidenza con la strada in tutta sicurezza. Va da se' che gli Olandesi acquisiscono fin da piccolissimi una disinvoltura e una sicurezza nell'uso del mezzo tali che, sulla bici e con la bici, ci fanno quel che gli pare. Una volta siamo passati, in macchina e in una delle poche strade senza corsia per le biciclette, accanto ad una ragazzina sui quindici anni, in muta da surf, che pedalava senza mani, reggendo la tavola da surf sottobraccio sulla destra, mentre con la sinistra messaggiava col cellulare!! Un altro, invece, al cellulare ci stava parlando, mentre con l'altra mano reggeva un panino. Ma questi sono solo due esempi...Evidentemente, crescendo, la bici normale non basta piu' e allora vedi quarantenni un po' stempiati, che pedalano semisdraiati su trabiccoli che a volte assomigliano a dei siluri e che a me fanno sempre pensare ai personaggi di Penelope Pitstop, un cartone animato della mia infanzia. Una volta, ad Amsterdam, mi e' capitato di vedere una sorta di giostra su ruote che percorreva, occupandole interamente, le strette stradine del centro. Ancora oggi mi chiedo come funzionasse, fatto sta che era di forma circolare e sopra c'erano una decina di baldi non piu' giovanotti che pedalavano tutti, mentre alcuni di loro manovravano una sorta di timone orizzontale che agiva sulle ruote. Il fatto che tutti avessero in mano un boccale di birra, quasi sicuramente non il primo della giornata, ha spinto piu' di un passante a rifugiarsi istintivamente sui marciapiedi o a ripararsi dietro qualche auto parcheggiata. Io ero totalmente, irrimediabilmente affascinata....Ma la bici prima o poi la si deve pur posare da qualche parte e, infatti, praticamente ogni palo della luce, ogni balaustra di ogni ponte, e ce ne sono tanti, tantissimi di ponti in Olanda, ogni cancello-recinzione-staccionata d'Olanda, viene utilizzato per legarci la bicicletta. Le stazioni hanno parcheggi di biciclette immensi e sempre pieni, a partire da quello che c'e' fuori dalla stazione  Centrale di Amsterdam: un silos di tre piani che pare possa ospitarne fino a 500.000!! Ogni volta che mi capita di vedere uno di questi parcheggi, non posso fare a meno di pensare che almeno la meta' di quella miriade di due ruote non abbia piu' un padrone...E vi lascio con un'ultima curiosita'; si dice che i canali di Amsterdam siano profondi tre metri: un metro d'acqua, un metro di sabbia e un metro di biciclette!!






















Rijstebrij al cardamomo
con salsa di pesche


Altro non e' che quello che noi chiamiamo risolatte o crema di riso. Qui in Olanda e' talmente amato, che un detto popolare sostiene che il Paradiso sia un luogo dove il rijstebrij non finisce mai e lo si mangia con cucchiai d'oro: "elke dag rijstpap met gouden lepeltjes eten' ".
Ormai diffuso in tutto il Mondo con innumerevoli varianti tradizionali di ogni singolo Paese, le sue origini si possono verosimilmente far risalire al lontano Oriente. Quando il riso fece la sua comparsa in Europa, non veniva utilizzato come ingrediente in cucina, pittosto era rinomato per le sue proprieta' medicamentose o usato come addensante. Anche il risolatte fa la sua comparsa prima nei testi di medicina, che nei libri di ricette di cucina e veniva prescritto a chi soffriva di problemi di stomaco. In Olanda, nei tempi passati, si usava servirlo solo ai matrimoni o in altre occasioni altrettanto speciali. Forse perche', sia il riso che le spezie e lo zucchero, venivano importati da molto lontano ed avevano quindi costi molto elevati. La versione tradizionale olandese prevede che il riso venga cotto nel latte aromatizzato con una stecca di cannella e poi servito caldo, con un pezzetto di burro e spolverizzato di zucchero di canna scuro. Puo' essere accompagnato da salse o composte a base di frutta. Qui vi propongo la mia versione, con il cardamomo verde al posto della cannella ed una salsa a base di marmellata di pesche fatta in casa. Io ho utilizzato del riso jasmine spezzato che in cottura rilascia molto amido e quindi rende il risolatte particolarmente cremoso.

Ingredienti per 4:

1 l di latte
4 o 5 bacche di cardamomo verde 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 g di riso
2 cucchiai di zucchero di canna chiaro
40 g di burro
per la salsa:
100 g di marmellata di pesche
100 ml di acqua
5 g di maizena
20 g di burro

Versate il latte e le bacche di cardamomo schiacciate in una casseruola dal fondo spesso e portate ad ebollizione. Uniteci il riso e fatelo cuocere a fiamma bassa fino a che avra' assorbito tutto il latte e sara' diventato cremoso. Verso fine cottura aggiungete l'estratto di vaniglia e lo zucchero. Togliete dal fuoco, eliminate il cardamomo e unite il burro. Lasciate intiepidire qualche minuto prima di servire.
Mentre il riso cuoce, preparate la salsa: diluite la marmellata con l'acqua e versatela in un pentolino. Portate lentamente ad ebollizione poi aggiungete la maizena sciolta in pochissima acqua, mescolando bene per dissolverla completamente. Lasciate sobbollire ancora per un minuto. Fuori dal fuoco aggiungete il burro e mescolate per amalgamarlo alla salsa.
Servite il risolatte tiepido in coppette individuali e nappato con un paio di cucchiai di salsa alle pesche.

In alternativa potete servirlo cosparso di zucchero di canna scuro e con la salsa a parte.










sabato 19 novembre 2011

Finalmente e' arrivato!

Non mi vedrete mai con gli occhi sognanti davanti alla vetrina di una gioielleria... a parte forse quella del nostro amico Mauro, ma lui e' un artigiano e un artista. Non ho alcuna passione per gli abiti, le borse o le scarpe firmate. Non languisco di desiderio per il telefonino di ultima generazione e non ho nemmeno la patente, quindi le auto che costano quanto un castello in Dordogna mi lasciano del tutto indifferente. Ma anch'io, come tutti, ho i miei oggetti del desiderio: in un negozio di casalinghi fatico a conservare la dignita' e rischio spesso di mettermi in imbarazzo da sola. Soprattutto qui in Olanda ho trovato due posticini che per me sono una specie di Paradiso Terrestre: il primo e' Dille&Kamille e poi c'e' DOK cookware. Improntato alla semplicita', alla scelta di materiali naturali, al recupero della memoria il primo. Piu' moderno, sofisticato, tecnologico il secondo: se cercate uno scovolino di saggina o un cesto da pic-nic in vimini, sicuramente Dille&Kamille e' il posto giusto per voi, ma se volete un elettrodomestico wireless o una scintillante batteria di pentole in rame stagnato dovete andare da DOK. I negozi Dille&Kamille solitamente non sono molto grandi, sono arredati con semplici scaffali di legno grezzo e profumano di vaniglia, cannella e mela verde. L'atmosfera e' serena e rilassata, la musica soffusa e mai invadente. Ci si trova di tutto: dall'attrezzino per affettare l'avocado direttamente nella sua buccia, alla tovaglia in puro cotone; dai saponi naturali, ai giocattoli in legno; dai servizi in porcellana, rigorosamente bianca, a quelli in terracotta smaltata; dalle pentole in ghisa, agli attrezzini da giardinaggio...e poi te e tisane, cioccolata e spezie, caramelle e miele...c'e' di tutto e tutto con quell'aria un po' retro' che a me fa impazzire...DOK, invece, e' tutt'altra storia: negozio enorme diviso in vari reparti. Vendono anche cucine e grandi elettrodomestici, hanno un reparto coltelleria da perderci la testa; un'intera coloratissima parete di stampi in silicone di ogni genere: per torte e muffins, per cioccolatini e caramelle di ogni forma e dimensione; metri e metri di scaffali straripanti di pentole in ghisa smaltate nei colori dell'arcobaleno; i favolosi prodotti Wilton, dagli stampi per dolci agli utensili per decorarli; dal soffitto pendono enormi "pan racks", scusate: non mi viene il termine in italiano, alle quali sono appese splendide e slpendenti pentole in rame stagnato con i manici in ottone per ogni utilizzo: dal bollitore per il latte alla padellona per la paella...Potrei continuare per un'oretta e ancora non sarei riuscita ad elencare ogni cosa. Moltissimi degli attrezzini esposti, devo dire la verita', non so nemmeno a cosa servano, ma sono una gioia per gli occhi...Soprattutto in una zona precisa del negozio, credo di aver consumato il pavimento a furia di andare su e giu' lungo gli scaffali, perche', sulle loro robuste mensole, fa costantemente bella mostra di se' l'intera collezione di stand mixers della Kitchenaid!! Ci sono tutti: Classic, Artisan, Pro...in quasi tutti i colori disponibili. C'e' anche il Pro blu elettrico, come quello di Julia Child...e, ovviamente, sono in compagnia dei loro cuginetti: tostapane, frullatori, macchine per l'espresso, macinacaffe'...Unica nota stonata: i cartellini dei prezzi!!... Accipicchia!! Caspiterina!! Ohpperbacco!! ...sono solo alcune delle garbate esclamazioni che proprio non potevo trattenere leggendoli...ogni volta tornavo sperando in una favolosa svendita e me ne andavo delusa, perche' i prezzi mi sembravano ancora piu' alti di come li ricordassi. Non mi restava che sperare in un miracolo o almeno in una botta di fortuna tipo, chesso'...vincere alla lotteria o al superenalotto...partecipare a "chivuolessermilionario" o "aipacchi"...se non fosse che, pare, perche' certi eventi si verifichino, si debba compiere delle azioni propiziatorie come, faccio solo un esempio, comprare dei biglietti, giocarsi dei numeri, scrivere e-mail per essere chiamati a giocare...tutte cose che, dico la verita', sono troppo pigra per fare. Rimane solo l'alternativa del miracolo. Oppure...una puo' compiere 50 anni e desiderare di celebrare l'avvenimento, lei che non ci tiene poi tanto a festeggiare il tempo che scorre, con tutta la sua famiglia riunita. E puo' darsi che passi tre giorni a fare preparativi, compreso realizzare una super torta di tre piani...potrebbe anche succedere che il maritino arrivi dall'Olanda e le consegni un cd con le canzoni che aveva scritto per lei all'inizio della loro storia e che ha riarrangiato e registrato standosene chiuso giorno e notte, per molti giorni e molte notti, nel suo minuscolo studio...e magari, perche' no, che il cd sia accompagnato da un libretto che raccoglie tante foto di lei: da quelle in bianco e nero di quando era bambina e c'era ancora il suo papa', a quelle a colori di un saggio di danza, della prima vacanza con lui, di lei con la sua bimba appena nata, del suo cane che le ha regalato 14 anni di incondizionato amore...e potrebbe anche commuoversi e piangere un po', vedendole, ma son lacrime di gioia e di gratitudine...e poi...chissa'...ma sto andando a braccio...potrebbe anche darsi che sua nipote Valentina e il suo fidanzato Paolo, le regalino una splendida alzatina per torte, decorata con bellissimi bouquet di crocus blu, i suoi preferiti...a questo punto della storia, ci vedo bene un bel bigliettone di auguri formato A3, con una frase che scherza sulla fortuna di aver trovato la formula dell'eterna giovinezza e...la sfiga di non ricordarsi dove la si e' messa, firmato da tutta la famiglia. Un foglio di carta svolazza fuori dal bigliettone quando lei lo apre e va a posarsi faccia in giu' sul tavolo...lo prende...lo legge...e di nuovo scoppia a piangere...e' risaputo che le donne in menopausa recente siano particolarmente incapaci di gestire le emozioni...il fatto e' che e' davvero commossa apprendendo che tutta la sua famiglia ha contribuito perche' lei potesse vedere il suo desiderio realizzato: il Kitcheaid fara' presto bella mostra di se' anche nella sua cucina! Deve solo scegliere il colore e gli accessori. Facile no? NO!! Facile un corno!! ...ma alla fine ci riesce...ci riesco...ci sono riuscita! E adesso uno splendido Artisan rosso fiammante aspetta solo che io superi la soggezione che mi incute e lo faccia diventare mio compagno di ricette. Abbiamo dovuto lavorare due giorni per fare spazio a lui ed alla sua serie di accessori. Ne abbiamo approfittato per modificare un po' la piccola cucina, organizzando meglio gli spazi interni. Come al solito, quello che doveva essere semplice e rapido, si e' trasformato in un'Odissea piena di intoppi ed imprevisti: un solo cassetto ha richiesto tre viaggi all'IKEA!!...avrei voluto aggiungere anche una presa di corrente in piu', ma a questo punto penso di desistere ed accettare la vista dei cavi...Voglio concludere con un grazie sincero a tutta la mia famiglia: mio fratello Gianluca e sua moglie Fiorella, mia sorella Marisa e suo marito Ermanno, mio cognato Dario e sua moglie Mariuccia, mia cognata Bianca e i miei nipoti Valentina, Matteo, Elisa, Carlotta e Federico. Una menzione speciale a nonna Sole, la mia mamma. Tutto il mio amore a mia figlia Martina e a mio marito Paolo! Grazie.



La torta alla fine e' uscita proprio come la volevo. Tre piani, una torta diversa per ogni piano. Lingue di cioccolato bianco intorno ad ogni torta, cinquanta tartufi in cinque gusti diversi, uno per ogni decade. Quattro cuori marmorizzati al cioccolato bianco e fondente a rappresentare la mia famiglia di origine. Cinque cuoricini di cioccolato piu' piccoli per i miei nipoti, il futuro. Tre rose di pasta di zucchero: il maritino, la figliuola ed io. Niente foto: orrende!!...vabbe', dai: metto le meno peggio....



venerdì 18 novembre 2011

Sinterklaas: San Nicola in Olanda

Bambini fate attenzione: non fate i capricci, perche' Sinterklaas e' arrivato in citta'! E' arrivato su una barca, perche' lui e' il santo patrono dei marinai. Ha gia' sguinzagliato i suoi aiutanti neri, gli Zwarte Piet, a controllare chi si comporta bene e chi invece no. Ogni sera, prima di andare a dormire, mettete una delle vostre scarpine vicino al camino e, se sarete stati buoni, ogni mattina ci troverete un regalino: un dolcetto di marzapane, un biscotto speziato, la vostra iniziale di cioccolato...Mi raccomando: non dimenticate di lasciare anche una carota e un po' d'acqua per il cavallo bianco di Sinterklaas. Il 6 di Dicembre sara' il suo compleanno, ma lui, che e' anche il santo patrono dei bambini, i regali li fa, invece di riceverli...ma solo a chi e' stato davvero buono!! La sera della vigilia, riunitevi con la vostra famiglia; sentirete bussare alla porta: e' Sinterklaas nel suo rosso abito da vescovo, con tiara e bastone. Ha lunghi capelli bianchi e la barba, anch'essa bianca, che gli scende sul petto in morbide, ordinatissime onde. Come sempre e' accompagnato dai suoi aiutanti dal viso nero e monta un bel cavallo bianco. Vi lascera' un sacco pieno di bei regali, per ogni membro della vostra famiglia. Magari ci aggiungera' anche una poesiola divertente, per prendere bonariamente in giro le cattive abitudini di qualcuno ed esortarlo a comportarsi meglio. Allora fate i bravi, mi raccomando!



 

venerdì 23 settembre 2011

La mia Olanda: la nostra casetta, parte terza

Le case, tutte le case, ma soprattutto quelle vecchie come la nostra, hanno bisogno di respirare, proprio come noi. Purtroppo, nel corso dei vari interventi di ristrutturazione e decorazione che che la nostra casa aveva subito durante i suoi centocinquant'anni di vita, erano stati commessi tutti gli errori, mi trattengo dal definirli crimi, possibili perche' questo le fosse impedito. Chiusi i fori di aerazione, riempita l'intercapedine tra soletta a terreno, rivestiti muri, pavimenti e soffitti con ogni sorta di materiale plastico. Risultato: le pareti erano umide fino a meta' altezza e molte delle travi di legno della soletta erano marce. Cosi', dal semplice lavoro di decorazione che avevamo preventivato, ci siamo ritrovati a doverla quasi sventrare, per restituirle la possibilita' di respirare. La cucina poi era quella messa peggio. Non c'era la soletta in legno come nel resto dell'abitazione. Togliendo il laminato plastico che rivestiva il pavimento, con relativa guaina argentata, ci siamo trovati davanti ad una specie di caldana, marcia e puzzolente, che sembrava composta di segatura e stucco: una cosa disgustosa! Abbiamo dovuto faticare non poco, con mazzetta e piede di porco, per demolire l'urfido ammasso e nel farlo abbiamo riportato alla luce il bellissimo pavimento originario, ormai irrimediabilmente rovinato, fatto di cementine ottagonali, intercalate da bellissimi cubotti di mica scolpiti a bassorilievo! Lo stesso pavimento, identico, l'ho rivisto poi nelle cucine, favolose!!, di un castello vicino ad Utrecht. Purtroppo abbiamo dovuto rimuoverlo e buttarlo tutto: impossibile recuperare anche solo una delle vecchie piastrelle. Non e' ancora finita: sotto alle piastrelle, c'erano ben quattro corse di mattoni pieni di terracotta fatti a mano, gli stessi con i quali e' costruita tutta la casa, e che ovviamente costituivano la soletta portante della stanza. Quindi, eliminato il pavimento, eliminati i mattoni a uno a uno, bisognava ora rimuovere abbastanza sabbia per creare l'intercapedine che ci avrebbe permesso di posare la nuova soletta in legno: tre metri cubi di sabbia, spalata a mano, rimossa un secchio alla volta... sapete quanto pesa un secchio di sabbia umida? io si': TANTO!!...e sapete quanti secchi ci vogliono per arrivare a tre metri cubi? io si': TANTISSIMI!! E mentre buttavamo sudore, lacrime e sangue, ad ogni spalata, ad ogni secchio, io mi auguravo che chi aveva commesso un simile scempio fosse gia' morto, perche' altrimenti, con tutte le maledizioni che gli stavo mandando, lo aspettava una fine orribile. Per il bagno siamo ricorsi a metodi drastici: martello demolitore!! E dato che era stato costruito negli anni settanta in un'estensione della casa, ne abbiamo approfittato per rifare anche il tetto, nuovo, ventilato. Ovviamente anche le pareti e i soffitti hanno avuto il loro meritato makeover: nuovo intonaco, controsoffitti in carton gesso. Dopo tre mesi di fatica, rabbia, delusione e ancora fatica, finalmente eravamo pronti per la decorazione. Solo che ormai avevamo dato fondo a tutte le riserve, sia economiche, che psicofisiche. Stringendo i denti, affidandoci a offerte strepitose di materiali, comprando un po' qui un po' in Italia, a seconda di dove fosse piu' conveniente, e, ancora una volta, facendo tutto da soli, siamo riusciti a raggiungere un risultato piu' che soddisfacente. E devo dire che mi sono anche divertita un mondo a lamare il vecchio parquet del soggiorno e a dargli l'olio, a posare il nuovo parquet in camera da letto e in cucina, che poi ho decorato in stile shabby, per non dovermi preoccupare che si rovinasse, a montare mobili, a posare piastrelle,a dipingere pareti e serramenti....mi stavo costruendo il nido...e ovviamente non ero da sola a farlo. E' stato un lavoro di squadra. Anche nostra figlia, studente universitaria in Italia, ci raggiungeva ogni volta che le era possibile e si dava un gran daffare, maneggiando avvitatori e seghetti alternativi, pinze, cacciaviti e martelli, con la disinvoltura di un carpentiere esperto. Mio marito poi, che devo dire: non sara' il bricoleur piu' bravo del mondo, come lui stesso ama definirsi...no amore mio, non lo sei..., ma non si tira indietro davanti a nulla, non c'e' niente che lo spaventi o lo faccia desistere, compie sforzi fisici sovrumani con una determinazione e una forza di volonta' che si possono solo ammirare. E dopo aver passato ore a cercare di fare le cose a modo suo, non manca mai di ammettere:" Avremmo dovuto fare subito a modo tuo...avevi ragione, come sempre...che palle vivere con una donna che ha sempre ragione!"...non e' vero che ho sempre ragione, ma lasciamoglielo credere...che male c'e'?

lunedì 19 settembre 2011

La mia Olanda: la nostra casetta, parte seconda

E' nostra! Cominciamo a sistemarla:  con una mano di pittura e dei mobili carini, vedrai come diventa bella...si'...magari! E' stato chiaro fin da subito, che il semplice lavoro di decorazione che ci eravamo aspettati non sarebbe stato sufficiente. Era altrettanto chiaro che non potevamo permetterci un'impresa, a 45 euro all'ora a persona piu' i.v.a. Dovevamo fare il piu' possibile da soli. Togliamo questa carta da parati vinilica tipo alfatone che c'e' in corridoio che fa veramente c....e, per non parlare dei quadrotti di moquette acrilica sul pavimento...tho', guarda! sotto alla moquette c'e' un linoleum a scacchi bianco e nero...togliamo anche quello e....sotto c'e' uno strato di colla-stucco...ok, via pure lui e...meraviglia! arriviamo al pavimento originale: delle bellissime cementine con un bellissimo decoro e dei bellissimi colori! Queste restano! Sono un po' rovinate, d'accordo, alcune mancano proprio, fa niente: in fin dei conti la casa e' stata costruita nella prima meta' dell'Ottocento, sono ancora in buono stato, per gli anni che hanno. Due giorni di olio di gomito, con acqua bollente e paglietta, sono stati sufficienti per eliminare lo strato di stucco e riportare alla luce le belle piastrelle...e per farmi venire una tendinite. Ora, dovete sapere che la maggiorparte delle case olandesi, soprattutto quelle vecchie come la nostra, non hanno fondamenta profonde, magari con locali tipo cantine o seminterrati. Sono costruite sulla sabbia e hanno la struttura in legno e mattoni pieni. Non chiedetemi come facciano a stare in piedi: secondo me sono un capolavoro di ingegneria e architettura...o forse si tengono semplicemente su una con l'altra. Tra la soletta in legno e il terreno, si lasciava un'intercapedine di circa 50 cm e sui muri perimentrali si aprivano dei buchi di aerazione, in modo che l'aria potesse circolare al di sotto del pavimento, favorendo l' evaporazione e quidi contrastando la formazione di umidita' di risalita. Decidiamo quindi di sfruttare l'intercapedine tra terreno e soletta, per farci passare i tubi del riscaldamento e le canaline con il nuovo impianto elettrico. Dobbiamo arrivarci, pero', all'intercapedine e infatti ci arriviamo, ma solo dopo aver tolto nell'ordine: laminato similbetulla, materassina argentata, pannelli di un materiale tipo masonite, 60x80, inchiodati alle assi del pavimento con un chiodino ogni 5 cm!...che problema c'e'? Fai leva da sotto e il pannello si schioda tutto intero. Invece il pannello, vecchio probabilmente di almeno 50 anni, si spezzetta e si sbriciola, lasciando tutta la malefica fila di chiodini ancora saldamente conficcati nelle assi di legno. Non so proprio dire quanti giorni abbiamo passato inginocchiati, seduti, accucciati sul pavimento per togliere uno ad uno i mille e piu' maledettissimi arrugginiti chiodini del cavolo, so che poi li ho pesati: erano piu' di mezzo chilo. E stiamo parlando di una stanza di 25 metri quadrati...comunque, alla fine, arriviamo alle assi originali, non resta che sollevare le due centrali per poter accedere all'intercapedine: facile, no? No! Complicatissimo. Perche' le assi sono inchiodate alle travi con dei chiodi enormi, lunghissimi e arrugginiti, che ormai sono diventati un tutt'uno col legno e...proprio...non...vogliono...saperne...di...uscire! Fortunatamente l'idraulico che avevamo assunto per fare il nuovo impianto, ci ha prestato un aggeggio, che non sto a descrivervi, molto potente con il quale siamo riusciti ad avere ragione dei ferocissimi chiodi. Finalmente solleviamo le assi, l'intercapedine si mostra ai nostri occhi pieni di ansiosa aspettativa...ormai ce la sognavamo di notte, manco fosse la caverna di Aladino...e cosi' scopriamo che i buchi dell'aerazione sono stati chiusi! Qui, in soggiorno, la situazione non e' pessima, ma come sara' nelle altre stanze? Dobbiamo scoprirlo. Il solo pensiero ci angoscia, ma e' necessario sapere.  Ed e' proprio qui che l'incubo ha inizio...(continua)

domenica 4 settembre 2011

La mia Olanda: cosa mi manca dell'Italia

E' la domanda tipica che si fa a chiunque risieda in un Paese che non sia il suo. Nel mio caso viene subito dopo a: "Perche', potendo vivere in Italia, hai deciso di venire a vivere qui?" e a: "Non ti manca il clima del tuo Paese?" Alla prima ho gia' risposto in un altro post, alla seconda rispondo con una precisazione: gli Italiani non vivono tutti nell'assolato Sud, c'e' anche qualche sfortunato che s'e' beccato l'umido, freddo, piovoso Noooord! Io sono nata a Milano e, dopo che mi sono sposata, ho vissuto per 20 anni in Valle Camonica: quindi freddo, vento e pioggia non mi spaventano affatto. In compenso qui, in estate non ci sono i lunghi giorni e, soprattutto, le lunghe notti afose e torride della Pianura Padana e in inverno non ci sono le lunghe settimane di freddo polare tipiche delle Alpi...

Bene: esaurito l'argomento meteo, intramontabile classico delle conversazioni tra sconusciuti, veniamo alla terza e piu' complessa risposta. Pare scontato dire che mi mancano figlia, mamma e famiglia, ma lo dico lo stesso. Ci sentiamo comunque tutti i giorni o quasi, grazie a internet, e non e' che stiamo dall'altra parte del mondo. Ringraziando il Cielo, ci sono i voli low-cost e torniamo in Italia con frequenza piu' o meno bimestrale.  Spesso e' qualcuno di loro a venire da noi. Per quanto concerne il quotidiano, la vita normale di tutti i giorni, mi dispiace dirlo, ma non mi manca nulla. Ormai vivo qui da 4 anni e ogni giorno affrontiamo i piccoli problemi e le seccature varie con la banca, la compagnia di assicurazione, l'amministrazione comunale, l'ufficio delle tasse, le compagnie di servizi....solo che qui i suddetti problemi si risolvono con una mail o una telefonata. Il passaggio di proprieta' per un'auto usata si fa in posta, in pochi minuti e costa 9 euro. Devi assumere quotidianamente un farmaco prescritto dal medico e sei quasi senza? Telefoni al tuo medico la mattina e nel primo pomeriggio la tua prescrizione ti aspetta nella tua farmacia. Niente ticket: paga tutto l'assicurazione. Ti stai sottoponendo ad una visita specialistica e il medico ritiene che tu debba fare degli esami del sangue e delle urine: due crocette su un modulo, lasci i tuoi dati ad una signorina gentilissima, e vai direttamente all'ambulatorio prelievi, senza passare dalla casella medicodibase/impegnativa/mattinaprestodigiuno/accettazione/cassa dueoredicoda....I risultati te li telefonano a casa e li mandano al tuo medico di famiglia via internet. E ovviamente, anche qui, nessun ticket! Non so come vadano le cose dove vivete voi, ma dove vivevo io non andavano certo cosi'.

Dai miei post sull'Olanda penso si capisca che mi piace vivere qui. E allora? Cosa mi manca dell'Italia? Il cibo! O almeno le materie prime: voi non ci crederete, ma io mi sogno un risotto scamorza e radicchio rosso, i carciofi fritti o ripieni, i finocchi al burro e parmigiano....Qui coste, catalogna e erbette, non sanno nemmeno cosa siano.  Se mi dimentico di portare i funghi secchi dall'Italia, o lo zafferano, i miei risotti saranno scialbi e incolori, sempre che abbia il riso, perche' qui trovo solo le varieta' asiatiche a chicco lungo. E i formaggi? Gorgonzola, mozzarelle, ricotta e mascarpone confenzionati. Anche il grana, ma costa 23 euro al kilo!! Non c'e' altro. I salumi? Prosciutto crudo di parma, rigorosamente confezionato fetta per fetta, 5 fette a pacchetto: 42 euro al kilo!! Pura follia....La carne? Dai!...la carne olandese e' la migliore d'Europa! Vero! Quella di maiale!! Se vuoi un controfiletto ai ferri, e' meglio che tu te lo ordini al ristorante: costa meno. Il coniglio? Non si mangia: e' un animale da compagnia, L'agnello? Ottimo!! Due anni fa per il mio compleanno mi sono concessa una coscia disossata, l'ho fatta al forno con le patate: da svenire!! Mamma mia com'era buono, li valeva tutti i suoi 33 euro al chilo! Il vitello?... questo mese la nostra banca ha messo in promozione dei prestiti personali per acquistare carne di vitello a tassi davvero favorevoli....Vogliamo aprire un tristissimo capitolo sulle farine? Ne ho trovata una decente per i dolci, ma non ci posso fare le frittelle: restano gnucche e collose. Pasta madre? Riesco a tenerla in vita finche' ho le farine che mi porto dall'Italia, dopodiche' le devo dire addio...e non e' bello!! Pane, focacce, pizze? Tse'! La farina Manitoba potrei farmela spedire dal Belgio, se volessi pagarla 7 euro al chilo  e con le farine di qui, specifiche per pane o meno, ci faccio delle belle mazze da baseball, se volete: a qualcuno interessa l'articolo?...nooo?...sicure?...vabbe': ci ho provato. Il lievito di birra rigorosamente secco, in bustina, naturalmente. Non vi faccio pena? Non sapete quanto vi invidio, voi, coi vostri supermercati con gli scaffali stracarichi di ogni bendiddio, che vi potete permettere di scegliere questo e quello e fare lo slalom tra le offerte; sconfinati banconi con ogni sorta di formaggio fresco, stagionato, a pasta dura, a pasta molle, dolce, piccante, a pasta filata, affumicato, di capra, di pecora, di vacca e pecora, grasso, semigrasso, magro...e voi che arricciate il naso "mmmm...non so...mi pare un po' troppoooo ....mi dia quell'altro pezzo li', sia gentile" e il banco dei salumi con quei profumi da svenire "Signora e' un po' di piu', cosa faccio? Lascio?" che tanto noi ormai lo sappiamo e se ce ne serve un etto e mezzo ne chiediamo uno...e i banchi e i frigo e i pozzetti della carne? No, basta!! Mi sto facendo del male...adesso mi vesto, esco, e vado da "Albertino" (nome italianizzato e familiare della catena di supermercati Albert Hein n.d.r.) a comprarmi i donuts appena fatti!! Io li ho e voi no!!