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venerdì 21 marzo 2014

Soufflé di trota affumicata e formaggio casalingo, con bisque di gamberi al siero di latte, gelatina di mango e granita di barbabietola al rafano


Rido. Son qui che tento di mettere in fila due frasi di senso compiuto e intanto rido. Rido per il lunghissimo titolo di questo post e perche' mi immagino l'espressione di sconforto della Gennaro quando le tocchera' leggerlo: "Belin!....la Cornali e i suoi titoli....quando non sono in ostrogoto son lunghi una Quaresima.....Ancora un po' e ci scrive anche dove ha comprato il sale fino e come si chiamava la cassiera che le ha fatto il conto....Non ce la posso fare...."  Dai Genny, guarda il lato positivo: almeno e' in italiano questa volta! E gli ingredienti li conosci tutti! E ho evitato di scrivere che nel soufflé ho messo anche l'aneto e la scorza di limone e che nella bisque c'e' il Piment d'Espelette....Apprezza lo sforzo, su! .... Passata l'ilarita' suscitata dal titolo chilometrico, arrivano le foto. E qui mi rivolgo all'altra giudice: " Dani, quand'e' che metti il premio per la foto piu' brutta? Comunque vorrei farti notare che qui oltre che con il soufflé che sgonfia, ero alle prese anche con la granita che squaglia....no cosi', giusto per dire. E poi il giallo e il rosso non son proprio i miei colori, guarda...." Senza offesa per i romanisti, che la loro squadra mi e' anche simpatica....
Ecco, esauriti i convenevoli veniamo al sodo. Seconda proposta per l'MTC n*37 che vede come oggetto della sfida il Soufflé proposto da Fabiana del blog Tagli e Intagli, che con il suo inimitabile strucolo tatuato ha meritatamente vinto la gara precedente.
Questa volta pesce, dentro e fuori. Siccome volevo anche del formaggio, che mi da l'idea di fare da impalcatura di sostegno alla delicata struttura del soufflé, ho pensato di usare il mio "tomino" fatto in casa, sapido, ma dal gusto non troppo pronunciato, in modo che non si mettesse a litigare con quello del pesce. Per la salsa ho pensato subito alla bisque di gamberi, perche' con la sua dolcezza avrebbe accompagnato degnamente la nota pungente dell'affumicato, ma visto che avevo un bel po' di siero avanzato dalla produzione casearia casalinga, ho usato quello al posto dell'acqua e non ne sono pentita. Qui al Nord, la trota affumicata va sempre o quasi a braccetto con la barbabietola e  non volevo che mancasse all'appello. Il mango mi fa sempre pensare a Fabiana e al suo "Tamburo" con tanto di affumicatura a freddo con gli aghi di pino.....E il rafano? Uffa, ce l'avevo in casa! E' stato un impulso del momento, pero' devo dire che in questo gioco di contrasti ci stava bene. La vera sfida e' stato comporre il piatto, con il caldo caldo del soufflé e il freddo freddo della granita. In questo caso, eccezione che conferma la regola, tra i due litiganti il terzo ci ha rimesso: ho rinunciato al gonfio gonfio e ho optato per dei mini soufflé quasi one bite da servire sformati accompagnati dalla bisque fredda, dal mango sottoforma di gelatina e da una granita di barbabietola a contrasto di sapore, temperatura e consistenza. Dalle foto uno non lo direbbe mai, ma erano anche graziosi! Aggiungo solo una cosa a questa lunga spiegazione di " Come la Cornali partorisce certe idee strampalate": mi sento davvero fortunata ad avere il perfetto compagno di funamboliche performances culinarie. Mai una volta che mi senta dire "Questa volta hai davvero esagerato!" Le sue papille sono avventurose quanto le mie....e pensare che quando l'ho incontrato non sopportava nemmeno l'odore del pesce, non mangiava formaggio, pasteggiava a birra o coca-cola.....Questi trent'anni insieme non sono trascorsi invano a quanto pare....

Soufflé di trota affumicata
con bisque di gamberi
gelatina di mango
e granita di brababietola


Ingredienti per 3 persone:
per il soufflé:
100 ml di panna fresca liquida
10 g di maizena
10 g di burro, piu' altro per imburrare gli stampi
70 g di filetto di trota affumicata
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
1 cucchiaino di aneto tritato
per la bisque
1 piccola carota
1 piccola cipolla
1/2 costa di sedano
4 gambi di prezzemolo
8 gamberi interi
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1/2 cucchiaino di concentrato di pomodoro
2 cucchiai di panna acida
sale
Piment d'Espelette
per la gelatina
1 mango maturo
1 foglio di gelatina
per la granita
1 barbabietola cruda
3 cm di radice di rafano
1 cucchiaino di salsa di rafano
15 g di zucchero
sale


Sia la bisque che la gelatina e la granita, possono essere preparate con un giorno o due di anticipo e conservate in frigorifero le prime due e in freezer l'ultima, sempre in contenitori chiusi che le riparino dall'aria, ovviamente. La bisque l'ho preparata seguendo le indicazioni date dalla bravissima Elisa nel suo post sui brodi di pesce che trovate QUI. Unica variante, ho usato anche la polpa dei gamberi ed ho aggiunto il concentrato di pomodoro prima di versare il siero freddo. Al termine ho frullato tutto a lungo con il frullatore ad immersione, ho passato da un colino a maglie fitte ed ho poi fatto addensare sul fuoco, mescolando sempre. Alla fine ho aggiunto due cucchiai di panna acida e un generoso pizzico di piment d'Espelette. 

Gelatina di mango

Affettate il mango ed eliminate la buccia. Tagliatelo a dadini e mettetelo in una casseruola coperto da un velo d'acqua. Coprite e portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per circa 15 minuti o finche' il mango sia abbastanza tenero da poterlo schiacciare con una forchetta. Nel frattempo mettete a bagno in acqua fredda il foglio di gelatina. Frullate il mango cotto fino ad ottenere una crema abbastanza fluida, pesatene 100 g rimettetelo sul fuoco e appena ricomincia a bollire toglietelo dalla fiamma e uniteci il foglio di gelatina ben strizzato. Lasciate intiepidire e poi versate in un contenitore dove possa stare in uno spessore di poco piu' di 1 cm. Tenete il frigorifero fino al momento di servire e poi ricavatene le forme che preferite con dei tagliabiscotti  riscaldati in acqua calda, ma perfettamente asciutti, oppure tagliatela a coltello.

Granita di barbabietola al rafano

Pelate la barbabietola e il rafano e tagliateli a fettine sottili. Metteteli in una casseruola coperti da un dito d'acqua fredda. Portate ad ebollizione e fate cuocere , a fiamma bassa e pentola coperta, per almeno 20 minuti o finche' saranno entrambi teneri. Scolateli con un colino a maglie fitte raccogliendo il liquido di cottura in una ciotola. Pesatene 150 g e poi unite al liquido il cucchiaino di salsa di rafano e pochissimo sale, coprite e lasciate intiepire per una decina di minuti. In un pentolino a fondo spesso, sciogliete lo zucchero con due cucchiai di acqua e portate ad ebollizione a fiamma bassissima. Lasciate sobboliire per un minuto e poi versate lo sciroppo nel liquido della barbabietola. Fate raffreddare completamente, versate in un contenitore di plastica adatto agli alimenti e mettete in frezzer. Dopo circa mezz'ora tiratelo fuori e con una forchetta staccate i cristalli che si saranno formati sui bordi e mescolateli con il resto che sara' ancora morbido. Ripetete quest'operazione un paio di volte. Al momento di servire, togliete la granita dal freezer e lasciatela un paio di minuti a temperatura ambienta, prima di mescolarla ancora una volta con i rebbi della forchetta.

Soufflé di trota affumicata
copio e incollo il procedimento spiegato da Fabiana
aggiungendo le mie varianti

-Innanzi tutto scaldare il forno a 200°

-Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale!
-Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita.

-Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!!
-Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente
-Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
-Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
-Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.
-Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
-Rompere le uova  tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
-Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.

Tritare il formaggio casalingo, unire alla massa e mescolare.
Sminuzzare il filetto di trota affumicata e mescolarlo con la scorza di limone e l'aneto, prima di unirlo al resto.
-L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi.
Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:((
Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:))))
Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura.
-Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;))))
-La massa deve risultare ben omogenea.
-Versare negli stampi ( o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza.
Io ho usato 6 stampi da muffin versando tre cucchiai di composto in ciascuno. Ne e' avanzato un po' che ho cotto separatamente in un ramequin.
-Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.

-Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico.


-In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie.

L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido  e soffice come una nuvola.

-Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare.

- A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna.

-Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;))



E finalmente siamo alla fine di questo lunghissimo, anche per i miei standard, post con il quale partecipo all'MT Challenge di questo mese:

IL SOUFFLE'



Grazie ancora Fabiana! Mi sa che la mia prossima cena la apro cosi'!


martedì 22 maggio 2012

budino salato di fave e piselli, gamberi al cocco e salsa di yogurt al curry


Un omaggio all'Olanda. Un po' insolito, lo ammetto. Niente Gouda, patate o aringhe marinate. Pero' c'e' una componente essenziale della gastronomia olandese: la contaminazione. Quella culturale e culinaria, intendo  Non storcete il naso, voi puristi. Cosa sarebbe la cucina italiana senza il pomodoro, il mais, il cacao o il caffe' delle Americhe? Dimmi cosa mangi e ti diro' chi sei, scrive Brillat-Savarin nel suo trattato "La fisiologia del gusto". Bene: quel che mangiano gli Olandesi, dice molto di loro, del loro territorio, della loro cultura, della loro storia. Prima di tutto parla di mare, di  una terra non sempre generosa e di un clima spesso ostile. Poi ci dice che la religione calvinista considera i piaceri terreni, inclusi quelli della tavola, come peccati che  conducono alla perdizione. Ci racconta di viaggi, conquiste e commerci con terre lontane. E ancora ci parla di accoglienza, apertura e tolleranza. Io vivo a Den Haag, quella che noi Italiani chiamiamo l'Aja. Il 40% della popolazione residente, non ha origini olandesi. Non chiedetemi quante culture differenti convivano, piu' o meno felicemente, qui, perche' credo che nessuno lo sappia con certezza. Ognuna ha portato e aggiunto qualcosa, senza nulla togliere all'identita' nazionale. Non mi sogno nemmeno di addentrarmi in valutazioni, analisi, considerazioni di carattere politico o sociologico. Mi limito al piu' pianeggiante e familiare terreno della gastronomia. Qui si puo' fare il giro del Mondo in una settimana. Non parlo solo di ristoranti, snack bar o fast food. Ci sono supermercati, delicatessen e negozi di alimentari che vendono prodotti specifici per ogni tipo di cucina: cinese, giapponese, islamica, caraibica, indonesiana, italiana, mediterranea, inglese, statunitense, sud americana, balcanica, russa...Sui banchi di alcuni mercati si trovano frutta e ortaggi provenienti dai quattro angoli del Globo...alla faccia del Km0...Chiunque qui, da qualunque parte del Mondo provenga, puo' ritrovare almeno alcuni dei sapori di casa sua. Oppure puo' approfittarne per fare incursioni nel gusto altrui. Come ho fatto io, che ho voluto mischiare un po' di tutto in un "melting dish" caleidoscopico, variopinto e interessante. Come la mia Olanda. Perche' la bellezza e' negli occhi di chi guarda.

Budino di fave e piselli



Ingredienti:
200 g di fave fresche
300 g di piselli freschi sgranati
1 cipolla o 2 scalogni
1 uovo
100 ml di panna fresca
sale e pepe
olio d'oliva
burro per gli stampi

In una padella antiaderente, scaldate due cucchiai di olio d'oliva e fateci appassire una cipolla tagliata finemente. Aggiungete le fave e i piselli, lasciateli insaporire per un paio di minuti, mescolando bene, salate, pepate e coprite. Fate cuocere a fiamma bassisima, eventualmente aggiungendo poca acqua, per almeno 20 minuti o finche' le fave non saranno tenere. Togliete dal fuoco e fate raffreddare completamente. 
Versate tutto nel frullatore. Unite l'uovo e la panna e frullate fino a ridurre tutto ad una purea fine. Passate il composto con un colino a maglie fitte, premendo bene con una spatola, per eliminare le bucce ed ottenere una crema piu' fine.
Imburrate bene gli stampini e, volendo, coprite il fondo di ognuno con fave e piselli crudi. Versate il composto negli stampi. Metteteli in una teglia, versate due dita di acqua molto calda e trasferite in forno caldo a 180° per circa 30 minuti. Togliete dal forno e lasciate intiepidire i budini nell'acqua del bagno maria prima di sformarli.

Gamberi fritti in crosta di cocco



Ingredienti
12 gamberi privati della testa e sgusciati
1 albume
maizena
farina di cocco
sale e pepe di Cayenne
olio di girasole per friggere

Lasciate le code ai gamberi, quando li sgusciate. Sbattete l'albume a schiuma: deve essere bianco, ma non montato a neve. Salate e pepate la farina di cocco. Tenendoli per le code, passate i gamberi nella maizena, poi nell'albume e infine nel cocco: devono essere ricoperti interamente, ma in modo uniforme, senza grumi. Friggeteli in abbondante olio, non devono toccare il fondo della pentola, per un minuto per parte, finche' non saranno leggermente dorati. Fateli asciugare su carta da cucina prima di servirli caldissimi.

Salsa di yogurt al curry



Ingredienti:
1 cipolla
1 pezzetto di zenzero
1 spicchio d'aglio
2 cucchiaini di curry
1 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
200 ml di yogurt naturale
2 cucchiai di panna liquida
olio di mais o di oliva leggero

Tritate finemente la cipolla, l'aglio e lo zenzero e fateli appassire in poco olio. Unite le spezie, mescolando bene. In una ciotola, mescolate lo yogurt con la panna e versatelo nella pentola insieme al resto degli ingredienti. Fate scaldare fino al primo bollore. Volendo passate al colino e tenete in caldo fino al momento di servire.



Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge di Maggio