Lasciatemi fare una precisazione: dal mio punto di vista ci sono Decorazione e decorazione. Vale a dire che c'e' l'arte del decorare, quella che prevede profonda conoscenza ed utilizzo di materiali nobili e tecniche raffinatissime, quella che richiede studio e preparazione uniti ad un'innata predisposizione ed ad un certo talento, quella che produce marmorini e stucchi veneziani, dorature in oro foglia, scagliole, affreschi e trompe l'oeil. Questa, ripeto, e' arte. Secondo me chi si definisce decoratore, chi si propone come professionista del settore, chi richiede un compenso, in molti casi anche lauto, per eseguire un intervento decorativo, deve conoscere e sapersi destreggiare in almeno una o meglio piu' delle cosiddette arti minori. Poi c'e' la decorazione spiccia, che impiega colori sintetici, richiede solo un po' di fantasia e manualita' e produce nulla di piu' di graziosi oggetti di uso quotidiano. Oggetti che ci godremo nell'intimita' delle nostre case o che magari regaleremo ad amici e parenti, sperando di far cosa gradita donando qualcosa di unico e personale, magari semplice e di poco valore, ma fatto con amore. Ecco. Volevo precisare che quando su questo blog si parlera' di decorazione, si fara' riferimento sempre ed unicamente alla seconda. Le tecniche da me descritte sono alla portata di tutti e i materiali facili da usare e da reperire, molto spesso anche economici.
Vi ho gia' parlato nel precedente post della tecnica per antichizzare con la candela. Oggi voglio mostrarvi un mobile decorato con lo stesso metodo. Un dettaglio non di poco conto che mi era sfuggito quando vi ho descritto il procedimento per il parquet shabby e che i colori da me utilizzati sono gli stessi che uso anche per dipingere le pareti, cioe' degli acrilici lavabili di buona qualita'. Costano di piu' della comune tempera, a volte anche il triplo, e di solito vengono venduti in confezioni da 1 kg minimo, ma per questo tipo di decorazione, soprattutto se le superfici decorate saranno sottoposte ad usura come nel caso di pavimenti e mobili, gli acrilici per muro sono la scelta migliore, perche' a fronte di un'estrema facilita' e praticita' di utilizzo, sono anche particolarmente resistenti. Se invece l'oggetto da decorare e' di piccole dimensioni ed avra' solo una funzione decorativa, mi sento di consigliarvi i colori della linea
Americana della marca Deco Art: sono colori creati apposta per la decorazione ed hanno un potere coprente ed un'opacita' maggiori rispetto agli acrilici per belle arti. In entrambi i casi, si tratta di colori a base d'acqua e quindi non richiedono l'impiego di solventi per la pulizia di pennelli, attrezzi o eventuali macchie. Abbiate solo l'accortezza di lavare tutto per bene ed eliminare le macchie prima che il colore si secchi, altrimenti sara' necessario impiegare del diluente alla nitro o dell'acetone. Aggrappano bene praticamente su ogni superficie sia grezza che verniciata, ma nel caso di metallo o plastica e' sempre meglio dare una mano di un prodotto chiamato primer, specifico per le diverse superfici difficili, che si trova comunemente in vendita nei colorofici ben forniti. Nel caso in cui l'oggetto o la superficie da decorare siano gia' verniciati, invece, di solito un acrilico di buona qualita' non ha alcun problema ad aderire. Se optate per il metodo di antichizzazione con la candela, potete anche lasciare il colore originale dell'oggetto come colore di base, passando la candela direttamente su quello e dando poi solo il secondo colore, che poi gratterete, come abbiamo fatto noi in questo caso. Mi raccomando pero': quando decidete di decorare un mobile, soprattutto con i colori acrilici, assicuratevi che non sia un pezzo pregiato o anche solo di valore. Non pastrocchiatemi mobili in massello scolpito o pezzi di antiquariato!! Solitamente i mobili che meglio si prestano a questi interventi sono quelli con forme particolari e dettagli che possono essere messi in risalto dalla decorazione, magari fatti con legni poveri, impiallicciati e con fregi e modanature incollati. Se non siete sicuri, fate sempre valutare il mobile da qualcuno che se ne intenda.
Questo e' esattamente il genere di mobile che ci guadagna ad essere decorato, a mio parere. Enorme, largo 2 metri, profondo 60 cm e alto 110; molto elaborato, ricco di modanature e fregi applicati. Fa parte dell'arredamento originale della casa e quando l'ho visto la prima volta ho pensato che non l'avrei tenuto. Poi ho pensato che avrei potuto togliergli le ante e mettere delle ceste sui ripiani. Vista l'altezza, ho deciso di utilizzarlo come isola che faccia sia da contenitore che da bancone per la colazione. Ho gia' previsto di dotarlo di presa della corrente, di sistemare una macchina per il caffe' espresso nel mezzo e di aggiungere mensola e sgabelli sul retro.
Nella prima foto si vede il mobile nel suo colore originale gia' strofinato con la candela. Come ho gia' detto per il parquet, questa operazione va eseguita con una certa meticolosita': e' importante che tutta la superficie sia strofinata con la candela, perche' alla fine sara' la cera a donare al nostro mobile protezione e quella bella finitura satinata. Pero' bisogna anche avere giudizio nel distribuirla: se sara' troppo poca, sara' difficile rimuovere il colore alla fine, se sara' troppa, si creeranno grosse chiazze che a me personalmente non piacciono. Quindi uno strato sottile su tutto il pezzo, ed uno strato piu' generoso e consistente nei punti dove vogliamo che il colore risulti piu' rovinato, che, a rigor di lgica, saranno i punti piu' facilmente sottoposti ad usura: piani di appoggio, spigoli, piedi, dettagli a rilievo, bordi di ante e cassetti, zone intorno a pomli e maniglie, ecc.

Dopo la prima mano di acrilico color avorio, lo stesso utilizzato per le travi del soffitto e le assi del pavimento. Abbiamo steso il colore con il pennello e poi passato un rullino di spugna per eliminare i segni delle pennellate. Quando si ha a che fare con superfici cosi' elaborate, bisogna fare particolarmente attenzione agli accumuli di colore, che rischiano poi di creare antiestetiche gocciolature, che richiederanno poi tempo e fatica per essere eliminate. In questi punti e' meglio distribuire il colore picchiettando con la punta del pennello, piuttosto che facendolo scorrere, come si fa sulle superfici piane. Ovviamente e' anche importante che il pennello non sia troppo carico di colore. Dato che il colore di partenza era molto scuro, abbiamo atteso che la prima mano asciugasse, circa due ore, e poi abbiamo dato una seconda mano.

Il mobile finito!! Purtroppo manca un cassetto. Quando abbiamo cominciato i lavori di ristrutturazione, tutti i mobili della stanza sono stati portati nel granaio. Con il passare del tempo, altra roba si e' accumulata ed ora non e' impresa da poco trovare un piccolo cassetto...ma non abbiamo ancora perso le speranze.
I bordi del piano superiore e di quello inferiore, le cornici e i particolari a rilievo delle ante e i cassetti, li abbiamo dipinti di azzurro. Dopo aver lasciato asciugare tutta la notte, abbiamo strofinato con la paglietta di acciaio, quella che si utilizza per lucidare le pentole, per intenderci. Anche in questo caso, e' importantissimo che tutta la superficie sia strofinata con la paglietta: questo distribuisce la cera in modo uniforme e rende l'acrilico, solitamente molto opaco e "granuloso", meravigliosamente satinato, liscio al tatto e ben protetto e impermeabile. Attenzione comunque alle sostanze troppo aggressive, come alcool, ammoniaca o solventi, che, ovviamente, danneggerebero il colore. Un mobile cosi' trattatopuo' essere pulito con un panno umido e magari con un detersivo non aggressivo, ancra meglio se diluito in acqua. Una volta ogni tanto, puo' essere utile stendere un sottile strato di cera per mobili, meglio se priva di solventi.

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In questa ultima foto, scattata, come tutte le altre, da mia figlia
Martina, preziosa collaboratrice, si vede bene l'effetto satinato che la cera da alla finitura.