mercoledì 20 marzo 2013

La mia Olanda: biciclette e rijstebrij




Se vi dico Olanda, qual'e' la prima cosa che vi viene in mente? Si'...va bene...dopo i tulipani....Ok, si'...dopo anche le ragazze con le cuffiette inamidate e gli zoccoli dipinti....no, non metteteci anche il formaggio e i pattinatori sul ghiaccio...Ma come i coffee-shop e le signorine in vetrina?!?...Ok, riformulo la domanda. Qual'e' secondo voi il mezzo di trasporto piu' utilizzato dagli Olandesi? La bicicletta!!...direte subito voi....sbagliato: e' la macchina, ma comunque di biciclette ne girano parecchie, vi assicuro.



Il territorio quasi completamente pianeggiante e le migliaia di chilometri di piste ciclabili, certamente favoriscono l'uso della bicicletta. I motorini di bassa cilindrata possono circolare solo sulle piste ciclabili, hanno limiti di velocita' bassissimi e alti costi di assicurazione, percio' i ragazzi che ancora non hanno la patente, preferiscono andare in bicicletta. Anche in citta', le bici hanno le loro corsie preferenziali, con segnaletica e semafori e, a giudicare da quel che vedo, hanno la pecedenza sulle auto!!... o almeno, se la prendono, forti del fatto che un automobilista che causa un incidente con un ciclista, puo' vedersi ritirare la patente fino a sei mesi. Comunque sia, il fatto che la bicicletta sia ancora un mezzo molto diffuso in Olanda, fa si' che quest'oggetto faccia parte fin da subito della vita di un bimbo olandese. E' normale vedere giovani mamme che pedalano disinvolte con i loro piccoli addormentati beati nei marsupi. Appena piu' grandi conosceranno l'eccitazioni di viaggiare sul seggiolino saldamente assicurato al manubrio, e poco dopo, soprattutto se il posto d'onore spettera' di diritto al fratellino piu' piccolo, li vedrete a cavalcioni di quello posteriore, fissato al portapacchi. La mattina, verso le 8, nel traffico di biciclette, tra ragazzi di ogni eta' che stanno andando a scuola o in stazione, si vedono anche piu' di un papa' o di una mamma, nei loro completi o tailleur da ufficio, con un bimbo davanti e uno dietro attrezzati di tutto punto contro vento-sole-pioggia e con i loro zainetti colorati sulle spalle, pronti per la scuola o l'asilo. Ma, ovviamente, i seggiolini non sono gli unici accessori delle biciclette olandesi: cesti, cestini e cestelli, in vimini, legno o plastica, a volte decorati con fiori artificiali o anche freschi; borse-borsine-borsoni-borsette di ogni colore e dimensione da appendere al portapacchi, con coprisella parapioggia coordinato... Non potete nemmeno immaginare, io di sicuro non lo immaginavo prima di venire qui, quanti differenti veicoli a pedali circolino sulle piste ciclabili d'Olanda! I piu' diffusi sono i tricicli con con i carretti in legno o metallo al posto della ruota anteriore. Questi carretti, spesso dotati di una copertura stile carro dei pionieri, possono trasportare di tutto, a seconda delle dimensioni: la spesa, cani, bambini...mobili! Ne hanno alcuni in dotazione anche gli asili: sono enormi e possono accogliere fino a 8 bimbi, comodamente seduti su panche poste una di fronte all'altra lungo le sponde laterali. Ma esiste anche una miriade di optional e ammennicoli vari da attaccare dietro, a rimorchio. Anche qui carretti di ogni tipo, grandezza e materiale, dal legno, al metallo, al tessuto impermeabile, "prolunghe" per bambini con solo la ruota posteriore, i pedali e il manubrio e una lunga forcella che si aggancia alla bici del papa', cosi' il piccolo puo' prendere confidenza con la strada in tutta sicurezza. Va da se' che gli Olandesi acquisiscono fin da piccolissimi una disinvoltura e una sicurezza nell'uso del mezzo tali che, sulla bici e con la bici, ci fanno quel che gli pare. Una volta siamo passati, in macchina e in una delle poche strade senza corsia per le biciclette, accanto ad una ragazzina sui quindici anni, in muta da surf, che pedalava senza mani, reggendo la tavola da surf sottobraccio sulla destra, mentre con la sinistra messaggiava col cellulare!! Un altro, invece, al cellulare ci stava parlando, mentre con l'altra mano reggeva un panino. Ma questi sono solo due esempi...Evidentemente, crescendo, la bici normale non basta piu' e allora vedi quarantenni un po' stempiati, che pedalano semisdraiati su trabiccoli che a volte assomigliano a dei siluri e che a me fanno sempre pensare ai personaggi di Penelope Pitstop, un cartone animato della mia infanzia. Una volta, ad Amsterdam, mi e' capitato di vedere una sorta di giostra su ruote che percorreva, occupandole interamente, le strette stradine del centro. Ancora oggi mi chiedo come funzionasse, fatto sta che era di forma circolare e sopra c'erano una decina di baldi non piu' giovanotti che pedalavano tutti, mentre alcuni di loro manovravano una sorta di timone orizzontale che agiva sulle ruote. Il fatto che tutti avessero in mano un boccale di birra, quasi sicuramente non il primo della giornata, ha spinto piu' di un passante a rifugiarsi istintivamente sui marciapiedi o a ripararsi dietro qualche auto parcheggiata. Io ero totalmente, irrimediabilmente affascinata....Ma la bici prima o poi la si deve pur posare da qualche parte e, infatti, praticamente ogni palo della luce, ogni balaustra di ogni ponte, e ce ne sono tanti, tantissimi di ponti in Olanda, ogni cancello-recinzione-staccionata d'Olanda, viene utilizzato per legarci la bicicletta. Le stazioni hanno parcheggi di biciclette immensi e sempre pieni, a partire da quello che c'e' fuori dalla stazione  Centrale di Amsterdam: un silos di tre piani che pare possa ospitarne fino a 500.000!! Ogni volta che mi capita di vedere uno di questi parcheggi, non posso fare a meno di pensare che almeno la meta' di quella miriade di due ruote non abbia piu' un padrone...E vi lascio con un'ultima curiosita'; si dice che i canali di Amsterdam siano profondi tre metri: un metro d'acqua, un metro di sabbia e un metro di biciclette!!






















Rijstebrij al cardamomo
con salsa di pesche


Altro non e' che quello che noi chiamiamo risolatte o crema di riso. Qui in Olanda e' talmente amato, che un detto popolare sostiene che il Paradiso sia un luogo dove il rijstebrij non finisce mai e lo si mangia con cucchiai d'oro: "elke dag rijstpap met gouden lepeltjes eten' ".
Ormai diffuso in tutto il Mondo con innumerevoli varianti tradizionali di ogni singolo Paese, le sue origini si possono verosimilmente far risalire al lontano Oriente. Quando il riso fece la sua comparsa in Europa, non veniva utilizzato come ingrediente in cucina, pittosto era rinomato per le sue proprieta' medicamentose o usato come addensante. Anche il risolatte fa la sua comparsa prima nei testi di medicina, che nei libri di ricette di cucina e veniva prescritto a chi soffriva di problemi di stomaco. In Olanda, nei tempi passati, si usava servirlo solo ai matrimoni o in altre occasioni altrettanto speciali. Forse perche', sia il riso che le spezie e lo zucchero, venivano importati da molto lontano ed avevano quindi costi molto elevati. La versione tradizionale olandese prevede che il riso venga cotto nel latte aromatizzato con una stecca di cannella e poi servito caldo, con un pezzetto di burro e spolverizzato di zucchero di canna scuro. Puo' essere accompagnato da salse o composte a base di frutta. Qui vi propongo la mia versione, con il cardamomo verde al posto della cannella ed una salsa a base di marmellata di pesche fatta in casa. Io ho utilizzato del riso jasmine spezzato che in cottura rilascia molto amido e quindi rende il risolatte particolarmente cremoso.

Ingredienti per 4:

1 l di latte
4 o 5 bacche di cardamomo verde 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 g di riso
2 cucchiai di zucchero di canna chiaro
40 g di burro
per la salsa:
100 g di marmellata di pesche
100 ml di acqua
5 g di maizena
20 g di burro

Versate il latte e le bacche di cardamomo schiacciate in una casseruola dal fondo spesso e portate ad ebollizione. Uniteci il riso e fatelo cuocere a fiamma bassa fino a che avra' assorbito tutto il latte e sara' diventato cremoso. Verso fine cottura aggiungete l'estratto di vaniglia e lo zucchero. Togliete dal fuoco, eliminate il cardamomo e unite il burro. Lasciate intiepidire qualche minuto prima di servire.
Mentre il riso cuoce, preparate la salsa: diluite la marmellata con l'acqua e versatela in un pentolino. Portate lentamente ad ebollizione poi aggiungete la maizena sciolta in pochissima acqua, mescolando bene per dissolverla completamente. Lasciate sobbollire ancora per un minuto. Fuori dal fuoco aggiungete il burro e mescolate per amalgamarlo alla salsa.
Servite il risolatte tiepido in coppette individuali e nappato con un paio di cucchiai di salsa alle pesche.

In alternativa potete servirlo cosparso di zucchero di canna scuro e con la salsa a parte.










20 commenti:

  1. E io che non ho mai provato il risolatte!
    Devo assolutamente rimediare, tanto più che quando mi avanza del latte devo sempre studiare mille modi per smaltirlo prima della scadenza.
    Bellissimo posta cara...fa venire voglia di venire a vivere in Olanda! Mi comprerei subito la bicicletta col carrello per la spesa...la mia preferita!

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  2. Mi sa che la bici col carrello della spesa te le devi fare! E' solo uno dei tanti "faidate" che circolano qui, ma hai ragione, anche a me piacerebbe un sacco. Grazie per la visita e per il bel commento, Donatella. Un bacione,a presto.

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  3. A questo proposito, mi sento molto "olandese": con la bici sempre carica con borsoni!! :D
    Mi piace molto questo risolatte con la salsina fresca di pesche.

    PS se penso all'Olanda, penso al rijsttafel, pannekoeken e speculaas...ma io non faccio testo!!

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    1. Come non fai testo? hai citato tre dei capisaldi della cucina tradizionale olandese! Unabbraccio, Isabeau!

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  4. Cara Roberta, ti seguo sempre ma non sempre riesco a commentare :-( . Mia figlia è stata la settimana scorsa ad Amsterdam con un' amica e ...se ne è innamorata! Le giro sempre i tuoi post che parlano di questo mondo che ci piace tanto!!( lei ,sai com' è, non legge i blog ...è gggggiovane e snobba le bloggers visto che sua mamma ne fa parte !!!)ricetta semplice ma buuuuuonaaaa ! Complimenti ancora per questi tuoi post che mi catturano e mi fanno sognare di poter vivere in luoghi diversi più affini a me ( Olanda ma anche la favolosa Provenza che ho nel cuore da sempre ) un grande abbraccio

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    1. A chi lo dici! Nemmeno io ho sempre il tempo per commentare i post delle mie bloggamiche: non preoccuparti, non mi offendo! Amsterdam e' sicuramente una citta' molto attraente per i giovani: mia figlia, inizialmente, aveva pensato di venire qui per la specialistica, poi pero' si e' stufata di studiare e si e' fermata alla triennale. Ora sogna l'Australia...come dire? Chi ha il pane ecc ecc ecc. Ti abbraccio forte Roby. Grazie!

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    1. Puoi venire quando vuoi, lo sai....

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  6. non sono mai stata in Olanda ma mi piacerebbe molto, qui in Romagna le biciclette sono molto amate, faccio quasi sempre la spesa con la bici e riempio i borsoni laterali, quella che ho visto col carrello farebbe comodo! sono proprio pazzi gli olandesi (in senso buono) :-D

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    1. Allora sei allentatissima! Quella col carrello e' la piu' votata, fino ad ora. Grazie Francesca, un abbraccio.

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  7. Ma dai, anche io ho postato da poco una ricetta simile ma l'ispirazione era l'arroz con leche assaggiato in Sapgna..tutto il mondo è paese???
    A presto!!

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    1. Almeno per quanto riguarda il risolatte, pare proprio di si'!

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  8. che paese evoluto!!! Qui a Milano se vai in giro in bici o ti stirano le auto oppure devi metterti a strombazzare per far scansare i pedoni dalle (poche) piste ciclabili.
    Ricordo ancora il mio soggiorno ad Amsterdam e le innumerevoli bici :-)
    Il tuo risoelatte è un classico comfort food e a questo proposito ci ho fatto qualcosa... ;-)
    bacioni

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    1. Ad Amsterdam sono proprio le bici il vero pericolo!! E adesso muoio di curiosita', ovviamente...Baciotti, a presto.

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  9. Quello che va in bici col carrello della spesa fa troppo ridere. :-)))
    Sai che non vado in bici da non so più quanti anni...sicuramente in Olanda è più bello e meno stressante biciclettare. ;-)

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  10. Bella l'Olanda, ci sono stata in vacanza due settimane e ogni tanto avrei voglia di tornarci. Magari vengo a trovarti e a fregare un cucchiaino di questo dolce che sembra buonissimo. Bacio

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    1. Vieni quando vuoi e ruba tutto quello che ti pare!! Ti aspetto.

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  11. Cara sono un'ora sul tuo blog...prima ho letto di te delle tue valige pronto della francia dell'olanda...della tua casa, la sua ricerca...un romanzo! Mi ha tenuto incollato al video fino a finire di leggere tutto! Il tuo risolatte, abbiamo la stessa età ed io a 50 anni molto volentieri me ne andrei dall'Italia! Quando leggo queste realtà mi viene voglia di scappare lontano...Beh, bando ai sogni, ho un regalo per te se passi da me!

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    1. Grazie davvero di cuore Sabry, scusami se non ho risposto subito, ma sono in Francia e ci hanno installato la linea telefonica e ADSL solo oggi.

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