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lunedì 30 luglio 2012

Gelato al cioccolato e brownies: non basta, ma aiuta



Fra tutti gli abitanti del "condominio" ce n'e' una che cerco in tutti i modi di evitare. Perche' se il ragioniere lo vedo raramente e, di solito, riesco a liquidarlo in pochi minuti, se con Quella ormai ho imparato a convivere e, guai a voi se glielo dite, litigarci quasi quasi mi diverte,  questa, dico la verita', fatico non poco a gestirla. Scarmigliata, sciatta, apatica, con una faccia da maschera della tragedia greca, priva di entusiasmo per le cose che, invece, rendono felice ME. E' lei: LA DEPRESSA!!...per gli amici: Tragedy!




Arriva sempre non invitata, entra senza bussare, non saluta nessuno e  sprofonda nel divano sospirando:
"Che vita di merda!"
Scusatela: e' convinta che il turpiloquio sia terapeutico...
"Cos'e' successo 'sta volta? Ti e' morto il gatto?"
"SI'!"
Ooops...lo diceva sempre il mio papa': chi troppo parla, spesso falla!...mai imparato...
"....scusa..."
"Non far finta di cadere dalle nubi: lo sai anche tu che la Poubelle e' morta!"
"Certo che lo so...cercavo solo di sdrammatizzare..."
"Sdrammatizza tu, se ti va...Io voglio farne un dramma, voglio soffrire, disperarmi e piangere!"
"Ma va? Non lo si direbbe guardandoti...scusa... di nuovo..."
"Stronze automobili del cazzo!"
Riperdonatela: fa sempre parte della terapia...
"Questa te l'appoggio! Fanno rumore, puzzano e sono pericolose: mai voluto prendere la patente..."
"Non sono pericolose: sono letali! Uccidono! E quando uccidono, non fanno differenze: esseri umani o animali..."
"Ecco, appunto! ...pensaci bene...fossero tutte qui le disgrazie e le tragedie, io ci metterei la firma..."
"Metticela tu, la firma...io avrei fatto a meno anche di questa, di disgrazia..."
"Senti, vedila cosi': le avevamo salvato la vita gia' una volta, quando l'abbiamo trovata, l'anno scorso a Thiviers, quasi morta di fame...Le abbiamo regalato un anno di vita...e una bella vita, oserei dire...Pensaci, chi non vorrebbe vivere cosi': molto amato eppure libero, accudito e soddisfatto in ogni necessita', senza dover dare nulla in cambio..."
"Avremmo dovuto impedirle di uscire..."
"Ma starai scherzando!! Era uno spirito libero, una vagabonda...l'avremmo uccisa noi, invece della macchina...No no, e' stato giusto cosi'...si e' scelta il suo destino...e poi scusa, cosa ci faceva cosi' lontano da casa, su una strada trafficata? L'ho chiamata quaranta volte prima che facesse buio...Era fatta cosi': faceva quello che le pareva...beata lei. Ha vissuto bene fino all'ultimo, non si e' nemmeno resa conto di quello che stava succedendo, non ha sofferto...Anche il fatto che sappiamo esattamente com'e' andata, grazie ad Amivedi e alla Dierenambulance, e' un sollievo. Almeno non staremo qui a chiederci dov'e' e come sta per il resto dei nostri giorni..."
"Ma io non piango per lei...non solo, almeno...Piango per me, perche' non la vedro' piu'...non potro' piu' accarezzare il suo lungo pelo, candido e morbido...non potro' piu' annusare quel suo profumo di vento e polvere e di mille avventure...non la vedro' piu' tendere le sue zampine verso di me per chiedere le coccole o rotolarsi sulla schiena per farsi grattare il pancino...niente piu' testatine e leccatine affettuose, niente piu' fusa sonore...non potro' piu' guardarla dormire in posizioni assurde, che solo un gatto puo' trovare comode...e soprattutto, non potro' piu' guardare in quegli occhi limpidi e innocenti, non vedro' piu' quello sguardo soddisfatto, amorevole e grato, che mi regalava prima di addormentarsi serena, senza un pensiero al mondo, acciambellata sul suo cuscino...non la sentiro' piu' miagolare disperata per chiedere il cibo e non potro' piu' divertirmi a guardarla divorare tutto, come se non avesse mangiato da giorni...che poi dove la metteva tutta quella roba?...era cosi' piccola..."
"Ecco, adesso fai piangere anche me..."
"E Thiviers?...non sara' piu' la stessa cosa, senza di lei...ti ricordi com'era felice, quando la portavamo la' con noi? Lo sentiva che era casa sua...e come stava buona in macchina, tutte quelle ore...no no, io non ci vengo piu'!"
"Si', magari!...no, scusa, volevo dire...lo sai che non e' possibile...E' la regola: dove vado io, venite anche voi...purtroppo...no, dico, purtroppo non posso lasciarti a casa...dovrai venire anche tu e cercheremo di stare bene lo stesso, ok? E poi, tutto sommato, faccio volentieri a meno di dover raccattare topolini sventrati, lucertole terrorizzate e falene agonizzanti..."
"Erano i suoi regali, il suo modo di ringraziarci"
"Hai ragione, erano regali...a nessuno verrebbe in mente di chiederli a Babbo Natale o inserirli nella lista nozze, ma erano regali."
"Uffa..."
"Non e' la prima volta che ci succede e lo abbiamo sempre superato...passera' anche questa volta, vedrai..."
"Non voglio che passi, voglio stare male..."
"Ok, senti, vedo che non riesco a consolarti....Mi e' venuta un'idea: ho ancora un pezzetto di cioccolato fondente....cosa ne diresti di fare un altro gelato per l'MTC con la ricetta di Mapi?"
"Gelato al cioccolato?"
"Si..."
"Con i pezzi di brownies, come quello di Ben & Jerry's?"
"Anche meglio!"
"Con la panna montata?"
Oh mamma...chi la sente Quella e la sua fissa che dobbiamo metterci a dieta...
"Vada per la panna montata..."
"E ci metti anche lo sciroppo di ciliegie che hai in frigo?"
".....oddio...va bene dai, se ti fa stare meglio, vada anche lo sciroppo!"
"E possiamo chiamarla Coppa Poubelle?"
"....sembra il nome di un torneo di calcetto in notturna degli Operatori Ecologici francesi...."
"Non mi fai ridere..."
"Ma come? Ridere tra le lacrime e' la nostra attivita' preferita, non ti ricordi?...Siamo fiori d'acciaio noi!...ma si', dai: la chiamiamo Coppa Poubelle: e' un modo dolce di ricordarla...."

Coppa Poubelle
gelato al cioccolato con pezzi di brownies
panna montata e sciroppo "ubriaco" di ciliegia

Per il gelato al cioccolato vi rimando alla meravigliosa ricetta di Mapi. Prima di metterlo in freezer dopo l'ultima frullata, aggiungeteci dei brownies tagliati a cubetti, mescolando delicatamente per incorporarli. Volendo, distribuirne altri sulla superficie del gelato, dopo averlo livellato.
per lo sciroppo "ubriaco" di ciliegie:
200 g di ciliegie
250 ml di vino bianco secco
50 ml di acqua
200 g di zucchero

Lavate e asciugate le ciliegie, levate i piccioli e snocciolatele. Chiudete i noccioli in una sacchetto di garza. Mettete le ciliegie e il sacchetto con i noccioli in una casseruola, insieme al vino bianco. Portate a bollore, poi abbassate la fiamma. Proseguite la cottura per una quindicina di minuti.  Togliete dal fuoco, eliminate il sacchetto con i noccioli, frullate tutto finemente e poi passate da un colino a maglie non troppo fitte. In un'altra casseruola, portate a bollore lo zucchero con il restante vino e l'acqua. Quando tutto lo zucchero sara' sciolto, unite anche il passato di ciliegie e proseguite la cottura finche' lo sciroppo avra' preso consistenza. Se avete un termometro da sciroppi, dovra' segnare 105°.
Servite il gelato in coppe, con la panna montata nappata di sciroppo.


Anche la Coppa Poubelle partecipa all'MT Challenge di Luglio: IL GELATO
dei blog Menu Turistico e La Apple Pie di Mary Pie



Stai un po' meglio, adesso?"
"Un po'..."
"Allora te la senti di tornare a casa tua?"
"....e' avanzato del gelato?"
"Si', certo...cosa ne dici, quando avrai finito col gelato, di andare insieme a togliere i volantini con la foto di Poubelle?"
".....mmmmmm....Domani?"
"Va bene....domani!"












venerdì 27 luglio 2012

ghiaccio bollente: un altro gelato per l'MTC


 "Oh, buonaseva signova Vobevta! Come sta come sta?"
"Ragioniere!...anche lei qui?...ma che piacere..."
"Non faccia cosi' non faccia cosi': non si pvenda il distuvbo di mentive...Lo so bene che non pvova alcuna simpatia nei miei confvonti nei miei confvonti"
"Ragioniere, si faccia dare un'occhiatina alla puntina del grammofono: il suo disco si incanta piu' del solito."
"Ma che simpatica ma che simpatica, ha sempve voglia di schevzave lei...Ma senta un po' senta un po', ha visto che successo il gelato della signovina Quella ha visto ha visto?"




"La prego ragioniere, non ci si metta anche lei, per cortesia!"
"Pevo' le vovvei dive una cosa...che faccio...gliela dico gliela dico?"
"Non mi prenda in giro ragioniere, lo sa benissimo anche lei che non le serve il mio permesso...me la dica me la dica"
" Mi scusi se mi pevmetto, ma non e' stata molto gentile con la sua vicina: Bavbie Cellulite...non e' un nomignolo cavino pev una cosi' bella signova...ne conviene ne conviene?"
"Non si preoccupi ragioniere, la "bella signova" non legge il mio blog: quel che non sai, non ti puo' far male, giusto?"
"Ma comunque non e' cavino non e' cavino!"
"...eeemmmmmh...era venuto per dirmi qualcosa, ragioniere?"
"Ah si', cevto cevto...volevo vicovdavle che mi deve vaccoglieve i documenti da povtave alla commevcialista: non mi faccia fave le covse all'ultimo momento, come suo solito, mi vaccomando mi vaccomando!...che se solo seguisse i miei consigli su come teneve la contabilita'..."
"Grazie per avermelo ricordato, provvedo subito...Ora, se mi vuole scusare..."
"Un'altva cosa un'altva cosa....ma com'e' com'e' che non la si vede mai alle viunioni di condominio come mai come mai?"
"Ragioniere mi scusi, ne parliamo un'altra volta...ho un gelato che mi si sta squagliando..."

Non ne avete anche voi uno cosi'? Certo che no, che domande! Voi siete sani di mente. Io, invece, convivo con una mezza dozzina di strani individui in questo folle condominio tutto racchiuso nello spazio della mia testa. Ed era solo questione di tempo prima che pretendessero di esservi presentati tutti. Questo che avete appena conosciuto e' il ragioniere del quinto piano: piccolo, magro, pallido, col riporto impomatato nel patetico quanto inutile tentativo di nascondere la calvizie, occhiali dalla montatura spessa, erre blesa e quella fastidiosissima abitudine di ripetere due volte la stessa locuzione...irritantissimo! Fortunatamente non lo vedo spesso, perche', diversamente da Quella, con la quale, purtroppo, divido l'appartamento, lui sta al quinto piano, appunto. Scende puntualmente ogni tre mesi, per ricordarmi che devo raccogliere e mettere in ordine la contabilita' trimestrale da portare alla commercialista e per bacchettarmi, con quel suo fare indisponente, per il mio creativo sistema di archiviazione: un mucchio disordinato sulla mensola dell'ingresso. Vi lascio con la ricetta, quindi, mentre io vado ad occuparmi delle odiate scartoffie...

Mattonella di gelato alla vaniglia, mango e pesca
ricoperta di cioccolato
con sciroppo al peperoncino


Ingredienti:
per il gelato alla vaniglia con la ricetta copiaincollata di Mapi:
 300 ml latte
300 g zucchero semolato
250 ml panna fresca
45-50 g tuorli (da 3 uova grandi)
1 baccello di vaniglia
250 g di polpa di mango e pesca a dadini
50 g di zucchero
100 ml di acqua


Tagliare a metà il baccello di vaniglia e metterlo in un pentolino insieme al latte e a metà dello zucchero. Mescolare per sciogliere lo zucchero, poi mettere sul fuoco e portare fin quasi a ebollizione. Togliere la pentola dal fuoco, coprire e lasciare in infusione per almeno 15 minuti per estrarre tutto l’aroma della vaniglia.
Nel frattempo montare i tuorli con il restante zucchero finché il composto “scrive”.
Riportare il latte quasi a bollore e versarlo a filo sulle uova montate mescolando continuamente con una frusta. Versare in un polsonetto protetto da frangifiamma e fare addensare la crema inglese fino a quando non velerà il dorso di un cucchiaio e avrà raggiunto la temperatura di 85 °C. Non superare questa temperatura o lo stadio della velatura del cucchiaio, altrimenti la crema si coagula e impazzisce. Toglierla immediatamente dal fuoco e immergere la base della pentola in una ciotola contenente acqua e ghiaccio mescolando continuamente, altrimenti si raffredda solo quella a contatto coi bordi del recipiente, mentre il resto rimane caldo. Se l’acqua si intiepidisce sostituirla con altra acqua fredda e ghiaccio per abbatterne rapidamente la temperatura. Quando la crema sarà fredda trasferirla in un barattolo a chiusura ermetica (lasciandoci ancora dentro il baccello di vaniglia) e far riposare in frigo almeno un’ora, anche tutta la notte: il composto deve essere freddo di frigorifero prima di passare alle fasi successive della lavorazione. Estrarre il baccello di vaniglia e aiutandosi con la lama liscia di un coltello raschiare tutti i semini e mescolarli alla crema; unire la panna liquida al composto e amalgamarla benissimo.

A questo punto:

Se non avete la gelatiera: trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno;nel frattempo far sciogliere lo zucchero con l'acqua e lasciatelo sobboliire a fiamma dolce per un paio di minuti; aggiungete la frutta tagliata a dadini e fate cuocere, sempre dolcemente, per una decina di minuti, finche' sara' tenera e traslucida; scolatela dallo sciroppo e fatela raffreddare completamente, poi mettetela in frigorifero; mescolatela al gelato alla fine della terza frullata; dopo la terza volta trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20 minuti.

Anche chi possiede una gelatiera dovrà seguire alcuni importanti accorgimenti:. La ciotola dell’apparecchio va riempita per non più di ¾, lasciando spazio per l’aumento di volume del composto. La miscela va montata per non più di 20 minuti, quando avrà raggiunto la consistenza della panna leggermente montata; non cedete alla tentazione di montarla troppo, perché il gelato si rovina e rischia di diventare simile al burro o, se si sta preparando un sorbetto, di assumere la consistenza della neve pressata.
Se il gelato non deve essere servito immediatamente, trasferirlo subito in un contenitore in polipropilene riempiendolo fino a 6 mm dal bordo, poi coprirlo con un rettangolo di carta forno che deve aderire perfettamente alla sua superficie. Tappare, etichettare e mettere in freezer: così facendo limiteremo la presenza di aria umida nella vaschetta del nostro gelato e impediremo la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla sua superficie. Fare indurire il gelato dai 30 ai 60 minuti e trasferirlo in frigorifero per 20-30 minuti prima di servirlo, perché sia morbido al punto giusto.

ATTENZIONE: durante il condensamento in gelatiera i semini di vaniglia tendono a depositarsi sul fondo della ciotola o del contenitore. Mescolare molto velocemente per distribuirli uniformemente in tutta la miscela, prima di coprirla con la carta forno e passarla in freezer.

Per la mattonella ricoperta di cioccolato:
150 g di cioccolato fondente 
per lo sciroppo al peperoncino:
100 g di zucchero
200 ml di acqua
1 peperoncino rosso fresco lungo o 2 di quelli piccoli

Fate sciogliere il cioccolato a bagno maria e utilizzatelo per rivestire lo stampo che avrete scelto. Io ho usato una vaschetta rettangolare in acetato ad uso alimentare da 1/2 litro.
Mettete in frigorifero fino al momento di riempirla di gelato.
Fate sciogliere lo zucchero con l'acqua e fatelo bollire per tre minuti a fuoco basso. Lavate i peperoncini, svuotateli dai semi lasciandoli interi e poi tagliateli a fettine sottili. Uniteli allo sciroppo e fate cuocere a fiamma bassissima per venti minuti, finche' i peperoncini saranno traslucidi. Lasciate raffreddare completamente.
Al momento di riempire lo stampo con il gelato, dopo la terza frullata, spennellate tutto il cioccolato con lo sciroppo. Versate il gelato con i pezzi di frutta nello stampo arrivando a 5/6 mm dal bordo, livellate, coprite con un foglio di carta da forno fatto aderire alla superficie e mettete in freezer per un'ora.  Quando il gelato si sara' solidificato, togliete il foglio di carta, coprite con il cioccolato fuso, livellandolo con una spatola, e rimettete in freezer. Venti minuti prima di servire, sformate la mattonella su un vassoio e tenetela il frigorifero. Servitela accompagnata dallo sciroppo e decorata con qualche pezzetto di peperoncino candito.

Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge del mese di Luglio: IL GELATO







venerdì 20 luglio 2012

elogio della follia ovvero: il "mio" gelato per l'MTC

"Ma a me non piace il gelato!"
Se adesso comincia con le sue solite scene da asilomariuccia....
"Guarda che ti sento! Non puoi farmi a pezzettini e mettermi nel freezer!"
"E allora non farmi perdere la pazienza...Lo so che non ci piace il gelato, ma per questa volta ce lo faremo piacere..."
"Ma tu non lo sai fare!"
"Non l'ho mai fatto, e' diverso! Non e' detto che non lo sappia fare...almeno ci provo, ok?"
"Ma non hai la gelatiera!"
"Non serve..."
"Ma non hai posto in freezer!"
"Quello si trova, stai tranquilla!"
"........"



Non ha ancora finito, lo so...
"Ma non mi avevi promesso che ci saremmo messe a dieta?!"
"Capirai!!...chilo piu' chilo meno...chi vuoi che se ne accorga?"
"Me ne accorgo io!! Ogni volta che ci guardiamo allo specchio me ne accorgo!!"
"Va bene, va bene...ti prometto che dal mese prossimo ci mettiamo a dieta!! Basta che la pianti con sta lagna!!"
"....."
1...2...
"Ma almeno posso scegliere io i gusti?"
Me ne pentiro', lo so gia'...che poi non si dica che non mi so sacrificare per il quieto vivere...
"Va bene...che gusti vuoi?"
".......mmmmmmmh......PORRO E CAROTA!!"
"Ma tu sei fuori come il balcone fiorito della Barbie Cellulite!! (n.d.a. nostra vicina di casa olandese: 1,80 per 100 kg abbondanti,  abbronzatura perenne, platinata, pantacollant che non lasciano, purtroppo, nulla all'immaginazione e minigonna di jeans) Passi la carota, ma IL PORRO? ...con la crema inglese?"
"Vabbe' alloraaaaa.....MELANZANA E POMODORO!"
"Siiiiii', che buoooonoooo....poi lo serviamo con una fetta di mozzarella in carrozza e lo chiamiamo " L'altra parmigiana"!!"
"Si' si' dai dai!!"
"NO!"
"Maaaaa..."
"No, basta! Decido io!"
"Ma avevi promesso..."
"NNO!!"
"Ma...."
"...."
"Te l'ho gia' detto: non puoi farmi a pezzettini...."
"No, lo so...ma posso sempre farmi vedere da uno bravo..."
".....Che carattere!....e con la menopausa sei pure peggiorata!...PERA E GORGONZOLA?...ok ok...sto zitta...arrangiati!"

Credevate di esservene liberati, vero? Anch'io! Evidentemente cosi' non e' e ogni tanto ce la dobbiamo sorbire con i suoi dubbi, le sue lagne, le sue recriminazioni e le sue idee strampalate. Ma dico io: solo a Quella poteva venire in mente un gelato pera e gorgonzola! Si e' mai sentita una bestialita' del genere? Tze'!...pera e gorgonzola...pera....e gorgonzola....pera....e.....

Gelato alla pera e lavanda
con butterscotch al gorgonzola
e cialda di formaggio Gouda


Ingredienti
per il gelato:
con la ricetta di Mapi per il gelato alla mela
250 ml di latte fresco intero
 250 g di pere
100 g di zucchero semolato
3 tuorli di uova grandi
1 cucchiaio di acqua*
1 cucchiaio di zucchero semolato*
1/2 cucchiaino di buccia di limone grattugiata**
1/2 cucchiaino di capolini di lavanda ad uso alimentare**

per la salsa butterscotch al gorgonzola:
!/2 cucchiaio di zucchero semolato*
1/2 cucchiaio piu' 1 cucchiaino di acqua*/**
40 g di burro
50 ml di panna fresca
50 g di gorgonzola

per le cialde di formaggio Gouda:
per una cialda
2 cucchiai di formaggio Gouda grattugiato
in alternativa stesso quantitativo di parmigiano

fette di pera grigliate per servire
*   15 ml
**   5 ml



Montate i tuorli con lo zucchero fino a renderli bianchi e spumosi. Scaldate il latte fino quasi ad ebollizione e versatelo lentamente sul composto di uova e zucchero con le fruste del mixer in funzione.
Riportate tutto sul fuoco basso e mescolate continuamente fino a che la crema comincera' ad addensarsi e velera' il cucchiaio. La crema non deve mai bollire. Se avete un termometro da cucina, non dovra' superare gli 85°. togliete la crema dal fuoco e fatela raffreddare rapidamente immergendo il fondo della pentola in una bacinella di acqua molto fredda. Mescolate delicatamente in modo che la crema si raffreddi in modo uniforme. Traferitela in un contenitore adatto ad andare in frigorifero e copritela con della pellicola a contatto con la superficie della crema, in modo da evitare che si formi la pellicina. Mettete in frigorifero per almeno un'ora, ma anche tutta la notte.
Lavate e detorsolate le pere. Senza sbucciarle, tagliatele a fettine sottili e mettetele al fuoco con l'acqua, lo zucchero e la scorza di limone. Fate alzare il bollore e poi cuocete a fuoco dolce per una quindicina di minuti o finche' le pere saranno tenere e il liquido di cottura quasi completamente asciugato. Toglietele dal fuoco, aggiungete i fiori di lavanda e fate raffreddare velocemente, con lo stesso sistema usato per la crema inglese. Frullate tutto fino ad ottenere una purea fine, eventualmente passate al setaccio, per eliminare tracce di buccia o fiori di lavanda che non si fossero frullati bene. Trasferite la purea di pere in un contenitore con coperchio e mettete anche questa in frigorifero per almeno un'ora o tutta la notte.
Quando sia la crema che le pere saranno ben fredde, unitele mescolando bene e trasferite tutto in un contenitore adatto ad andare in freezer. Mettetelo nella parte piu' fredda del congelatore e lasciatecelo per un'ora e mezza. trascorso questo tempo tiratelo fuori: il composto si sara' solidificato lungo i bordi del contenitore, ma sara' ancora morbido al centro. Frullatelo con uno sbattitore elettrico, fino a quando assumera' l'aspetto della panna leggermente montata. Livellatelo e riponetelo nuovamente in freezer. Ripetete questa operazione altre due volte a distanza di 90 minuti. 
Dopo l'ultima frullata, livellate bene e coprite con un foglio di carta da forno, tagliato in misura del contenitore e fatto aderire alla superficie del gelato. Mettete il coperchio e rimettete in freezer per almeno un'ora. Se non dovete usare subito il gelato, lasciatelo nel congelatore e traferitelo in frigorifero 20 minuti prima di servirlo.


Mentre aspettate che il gelato raggiunga la giusta temperatura, preparate le cialde: fate scaldare una padellina antiaderente, appoggiateci un tagliabiscotti o un coppapasta di cira 9/10 cm di diametro e cospargete il formaggio all'interno, pressando leggermente intorno ai bordi. Togliete il cerchio e fate sciogliere il formaggio a fiamma non troppo alta, fino a quando i bordi cominceranno a colorirsi e tutto il formaggio sara' sciolto e sfrigolante. togliete la padella dal fuoco, attendete un paio di minuti, poi sollevate delicatamente la cialda con una spatola e mettetela su un pezzo di carta da cucina per eliminare l'unto in eccesso. Datele subito la forma di un cono, premendo i bordi sovrapposti per qualche secondo, finche' saranno ben saldati. Lasciate raffreddare completamente le cialde prima di toccarle, affinche' non perdano la forma. 






Preparate la salsa butterscotch al gorgonzola solo al momento di servire: se si raffredda si rapprendera' e non e' possibile scaldarla di nuovo. 

Mettete lo zucchero e un cucchiaino di acqua in un pentolino e fatelo caramellare a fuoco basso. Quando sara' color miele, toglietelo dal fuoco, versateci l'acqua e il burro, mescolando energicamente con una frusta per emulsionare il tutto. Rimettete sul fuoco a fiamma bassissima e uniteci meta' della panna e del gorgonzola tagliato a pezzi piccoli. Sempre mescolando velocemente aspettate che tutto il formaggio sia sciolto e poi continuate ad aggiungere alternativamente e poco per volta il resto della panna e del gorgonzola, finche' la salsa sara' di vostro gusto. Molto dipende dal tipo di formaggio scelto. La salsa non deve mai bollire.
Per servire, fate grigliare delle fette di pera, riempite i coni di formaggio con una pallina di gelato e cospargete il tutto di salsa al gorgonzola facendola colare da un cucchiaino. Volendo, servite i resto della salsa come accompagnamento.





Ecco: adesso chi glielo dice a Quella? Si montera' la testa e vorra' decidere sempre lei le ricette da presentare all'MTC...Insomma, a Quella non far sapere quanto e' buono il butterscoth al gorgonzola con il gelato alle pere!! Morale della storia: siate folli!! Non si puo' mai sapere quali sorprese vi riserva la vostra sana follia....

E con questa ricetta squisitamente folle, "partecipiamo" all'MT Challenge di Luglio 2012: IL GELATO
il contest di quelle due pazze di Menu Turistico e di Mapi, che tutta sana non e' nemmeno lei, per fortuna, del blog La Apple pie di Mary Pie